Vicenza, centrosinistra: «Aim dei vicentini, non va svenduta»

Le opposizioni compatte nel dire “no” alla scelta della giunta Rucco di aggregare la municipalizzata alla lombarda A2A

«AIM vale circa 300 milioni di euro con quasi 60 milioni di valore aggiunto distribuito sul territorio ed è di tutti i vicentini. È come se ciascuno di noi possedesse 3000 euro in azioni. Azioni che avrebbero anche un buon rendimento: 14 milioni l’utile netto dell’anno scorso. Non male, è come se le nostre azioni avessero reso il 4,6%».

Così i partiti di opposizione di Vicenza a proposito del progetto della giunta Rucco di aggregare la municipalizzata erica al colosso bresciano A2A. «Un rendimento – prosegue Otello Dalla Rosa (Vinova) in conferenza stampa –  da fare invidia a molti titoli azionari. Forse anche per questo prima Dolomiti Energia, poi Acegas-Ascopiave-Hera, quindi Alperia e da ultima A2A hanno formalizzato ai comuni di Vicenza e di Verona, ad AIM e ad AGSM la disponibilità a valutare aggregazioni, a sviluppare insieme progetti di crescita a beneficio dei territori. Tutti gruppi industriali grandi, importanti, significativi. Proposte rimaste chiuse in un cassetto del sindaco fino a che l’opposizione non ha fatto accesso agli atti. Ma le proposte ci sono, quindi c’è interesse. Normalmente se più soggetti sono interessati si può pensare a fare una gara, si può ragionevolmente puntare a portare a casa i migliori risultati per il nostro territorio».

Da qui la critica all’amministrazione: «Al contrario il sindaco Rucco e la sua amministrazione costruiscono un castello di carte, grazie ad un parere sviluppato da un advisor il cui team è guidato da un professionista che molto ha lavorato su progetti di A2A, per cui esiste un unico soggetto che può dare risposte adeguate: A2A. Inizia così, a porte chiuse, una trattativa fondata su un criterio debolissimo già più volte bocciato da ANAC e Tar: la cosiddetta infungibilità. Ovvero l’esistenza di un unico soggetto in grado di rispondere a determinati requisiti. Si tratta evidentemente di una forzatura non solo inaccettabile sul piano giuridico ma che potrebbe provocare addirittura un danno patrimoniale (e ogni consigliere comunale dovrebbe riflettere bene su cosa significa questo)».

«La relazione dell’advisor Roland Berger – entra nel dettaglio una nota diramata dopo la conferenza – contiene molte “profezie”, alcune indicazioni su un futuro che diventa incerto tra qualche anno e una grande contraddizione: dichiara che c’è grande competizione tra i grandi gruppi dell’energia e quindi disponibilità ad investire (vedi la competizione accesa per la gara di Ascopiave), ma contestualmente indica la necessità di sceglierne uno senza gara. Perché? Perché nessuno risponde a questa domanda? Perché hanno paura a spiegare le ragioni di una scelta abnorme? Ci avviamo invece a cedere il controllo dell’azienda senza alcun sovrapprezzo. Questa è la vera perdita di sovranità per Vicenza, senza alcun ritorno: il danno vero per tutti i vicentini azionisti, non più padroni di decidere sulla propria azienda. Per questo parliamo di svendita: non si cede il controllo a parità di concambio. A2A si ritrova un’autostrada spianata per il Veneto, socio forte con soci deboli, i comuni, che non avranno mai le risorse per stare al passo di future esigenze di investimento».

«Inoltre AIM sta già subendo gravi danni – incalzano Dalla Rosa e gli altri – continui cambi di direzione (siamo alla 5° versione diversa di schema aggregativo) oltre al fatto che l’Amministratore Unico sta operando su scelte fondamentali in assoluta solitudine, senza coinvolgere i manager interni. Misureremo i danni sull’organizzazione e sulla redditività nei prossimi anni. Purtroppo l’azienda è tornata ad essere ostaggio della politica. E questo non va bene, soprattutto per la città ma anche per i lavoratori: quale sarà il loro destino? Ora contano le appartenenze, non competenza e professionalità. Infine una considerazione: la cessione di AIM (si tratta di fatto di questo) è forse l’operazione più importante di un mandato amministrativo. Sta avvenendo nella più completa opacità, senza un confronto pubblico, senza alcuna trasparenza, senza alcun mandato del Consiglio Comunale. Per questo, come opposizioni, abbiamo avviato iniziative per coinvolgere tutti i cittadini, dalle affissioni partite ieri al volantinaggio la prossima settimana: saremo nelle piazze, nei mercati, nei quartieri».

E concludono: «Noi siamo pronti al confronto in Consiglio Comunale con una nostra idea di sviluppo futuro dell’azienda utile alla città, in grado di creare valore per il territorio vicentino ma, se si proseguirà su questa via miope e dannosa, siamo anche pronti a ricorrere agli organismi di vigilanza e di controllo sulle scelte amministrative. Non saremo mai complici di una svendita, non avvalleremo mai un percorso che avviene nelle stanze segrete della politica e non alla luce del sole».