Le Sardine hanno sbagliato sui Benetton. Ma non meritano di essere arrostite

Il movimento di Santori&C sono una boccata d’ossigeno per la politica italiana. Troppo aggressiva e intollerante

Per chi scrive queste note, le Sardine hanno rappresentato una boccata di ossigeno in un ambiente politico tossico ed opprimente. Non potete immaginare, al di là dell’aiuto che possano avere dato nelle elezioni regionali in Emilia Romagna, quanto ristoro abbiano portato quelle migliaia di persone autogestite che hanno preso posizione contro un modo di fare politica aggressivo, villano e rozzo. Personalmente, mi sento da sempre in linea con quel modo di fare testimonianza. Ma il trattamento cui hanno sottoposto questo movimento gli avversari politici di destra, è comprensibile ma non giustificabile: non riesco a farmi una ragione di tutti i processi che da giorni si sono aperti sui media nazionali su Mattia Santori e amici.

Una critica alla loro partecipazione con i Benetton, ci sta tutta. Un giudizio definitivo sulle eventuali colpe dei gestori autostradali di Atlantia lo darà solo la magistratura. Tuttavia quello che è emerso finora dalle indagini e dalle intercettazioni è qualche cosa di più di un normale fumus. Si sente uno sgradevole puzzo di bruciato. E quindi, nelle more del giudizio ufficiale è, parere condiviso, che i ragazzi si sarebbero dovuti astenere.

Questo non ha comunque nulla a che vedere, appunto, con i media che dietro la facciata del servizio pubblico, pongono urbi et orbi domande del genere: «È finita la loro parabola?», «Si stanno già dividendo?», «Perché non si sono ancora dati un programma di governo?» «Non possono rimanere ancora così destrutturati». E si potrebbe continuare con il leit motiv che devono scegliere chiaramente la parte con cui schierarsi. Ritengo che questo modo di agire, dei media, sia persecutorio e fuori luogo.

Prima di tutto alcune indicazioni di indirizzo si sono già avute. Per il resto, il tempo a disposizione non è stato molto e, inoltre, con tutte le persone che in varie parti d’Italia sono scese in piazza, com’è possibile che vi possa già essere una risultante delle opinioni comuni che possa consentire la strutturazione di un programma? Lasciamoli in pace e lasciamo loro il tempo di decantarsi di tutte le reazioni che hanno provocato. Vedremo a Scampia, in marzo, cosa ne uscirà. Per ora, io mi accontento della loro presenza critica laddove vi siano messaggi che potrebbero suggerire una visione di Paese diversa da quello che servirebbe. Mi è piaciuto il riferimento su un quotidiano dove si parla di un ponte che chiede di essere attraversato. L’immagine viene proposta al Presidente del Consiglio che lo dovrebbe attraversare. Il suggerimento ad ascoltare i cittadini mi sembra quantomai opportuno.

(Ph. Imagoeconomica)