Battaglia in consiglio su cimice asiatica. Zaia accusa governo, opposizioni critiche

Riunione straordinaria sul problema del parassita killer, Pan: «A bilancio 4,5 milioni, governo assente». Il Pd: «Nessun lavoro sul cambiamento climatico»

“La Regione ha già messo a bilancio 4,5 milioni di euro di spesa per sostenere non solo l’azione risarcitoria nei confronti dei produttori (con bandi per 3 milioni di euro), ma soprattutto un piano di ricerca scientifica per prevenire e contrastare i danni causati dalle specie aliene. Dal Ministero per l’Ambiente, invece, siamo ancora in attesa dei decreti autorizzativi al rilascio delle specie antagoniste come la ‘vespa samurai’. I frutticoltori della pianura padana si meritano un adeguato piano nazionale per fronteggiare l’emergenza, che mobiliti anche risorse comunitarie, come si è fatto per la Xilella”.

A conclusione della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata ai danni causati dalla cimice asiatica in agricoltura, e in particolare alla frutticoltura veneta, l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan ha risposto punto su punto alle richieste dei consiglieri, ricapitolando tutti gli interventi messi in campo contro il vorace e prolifico insetto di origine asiatica.

I cambiamenti climatici in corso e la globalizzazione – ha promesso l’assessore – favoriscono l’arrivo di insetti alieni: ogni anno l’Italia ne importa circa una ventina. Di fronte a danni quantificati nell’ordine dei 750-800 milioni solo per le aziende agricole della pianura padana, il Governo nazionale ci ha promesso aiuti per 40milioni di euro quest’anno. Risorse che, peraltro, non abbiamo ancora visto”.

Quanto al sostegno che la Regione garantisce al settore ortofrutticolo, il più colpito dagli attacchi della cimice infestante, l’assessore regionale ha ricordato gli impegni economici messi a disposizione dei frutticoltori attraverso le Organizzazioni dei Produttori (circa 30 milioni nel 2018) per migliorare la qualità dei prodotti e la loro commercializzazione, i 60 mila euro per due progetti di ricerca affidati all’Università di Padova per studi specifici sulle specie aliene, i 22 milioni messi a disposizione dal Psr per aiutare gli imprenditori agricoli nell’acquisto delle reti anti-insetto, i fondi destinati a contrastare le patologie del kiwi (oltre 1 milione e 140 mila euro per studi, ricerche e interventi sperimentali), oltre a circa un milione di euro investito per la promozione dell’intero comparto.

«Nessun impegno sulle cause»

“Era urgente mettere a disposizione ulteriori risorse non solo per indennizzare gli agricoltori danneggiati, ma anche per occuparci delle cause profonde che hanno permesso la diffusione di questo e altri insetti nocivi. La Lega e Zaia però si sono mostrati solidali solo a parole. Al momento di prendere decisioni concrete hanno fatto un passo indietro”. È quanto afferma in una nota il gruppo consiliare del Partito Democratico al termine della seduta straordinaria voluta dalle opposizioni e dedicata alla mozione sulla cimice asiatica, con la doppia richiesta alla Giunta per avviare uno studio sulle conseguenze dei cambiamenti climatici sul comparto agricolo e stanziare maggiori risorse per garantire adeguati indennizzi. Doppia richiesta che è stata bocciata.

“A fronte di danni ingenti, circa 160 milioni soltanto in Veneto, con circa 8mila produttori coinvolti. Lo stanziamento della Giunta, 4,5 milioni nel prossimo triennio, è assolutamente insufficiente. Non basta richiamare a un maggior impegno Unione Europea e Governo, va affermato questo tema come priorità negli interventi di politiche agricole anche a livello regionale. Evidentemente la Giunta la pensa in modo diverso”, aggiungono i consiglieri democratici intervenuti nel dibattito in aula.

L’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura, non è una nostra fissazione, è un dato oggettivo. Sappiamo quanto questo comparto sia importante per il Veneto e dobbiamo tutelarlo veramente. Ci sono studi che dimostrano, per esempio, come l’incremento, pure minimo, delle temperature permette alla specie di completare due cicli produttivi e diventare ancora più virulenta. Per questo servirebbero più risorse: non solo per gli indennizzi immediati ma anche per aumentare le conoscenze e poter fare un’azione preventiva efficace. Ma dalla maggioranza leghista è arrivato un netto no”.

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