Calcio, venete in cerca di identità. Al via la fase decisiva

Hellas dalla retrocessione alla Europa League, in B Cittadella, Chievo e Venezia senza continuità. In C, Lr Vicenza inquieto e incognita Padova – di GIANNI POGGI

È un momento un po’ così per le venete del calcio professionistico, tutte ancora a caccia di identità e futuro quando sta per partire la fase decisiva del campionato. L’Hellas era fra le candidate alla retrocessione e invece sembra ormai aver consolidato addirittura una caratura nelle top ten della Serie A. In B Cittadella, Chievo e Venezia non sono ancora riuscite a trovare la chiave giusta per centrare i rispettivi obbiettivi. In C poi ha cominciato ultimamente a vacillare perfino la sola certezza che sembrava indiscutibile, ovvero la vittoria del campionato e la lungamente attesa promozione per il Vicenza. Non parliamo poi del Padova che, dopo il restyling di gennaio, si proponeva una difficile ma non impossibile rincorsa al podio e invece sembra ricaduto nella intorcinatura della gestione Sullo. In altra prospettiva la Virtus Verona, sorpresa del girone di Andata, dà ora l’impressione di accontentarsi del pane quotidiano per arrivare prima possibile alla salvezza. E un bel punto interrogativo c’è pure sul futuro dell’Arzichiampo, sempre in zona rossa e incredibilmente alla ricerca dei primi tre punti in casa.

L’Hellas centra a Udine il 10° risultato utile consecutivo con un pareggio senza reti (terzo 0-0 di questo campionato) che non è accolto positivamente proprio da tutti. Ci si aspettava forse una goleada dalla squadra che una settimana prima aveva battuto la capolista Juventus? I ragazzi di Juric sono senz’altro bravi, motivati e tosti ma non sono marziani e ci sta quindi ripetere in trasferta lo stesso risultato dell’andata dopo quel tris di partite in sei giorni che ha consacrato l’Hellas in zona Europa Cup. Juric mica ha la panchina di un top team, giocano sempre gli stessi e, tanto per non dire banalità, ci sono anche gli avversari. Nel caso una Udinese che ha sì cinque squadre alle spalle ma solo quattro punti sulla prima in zona retrocessione e che quindi non può certo permettersi di perdere in casa, dove sta cercando di costruire la propria salvezza.

Credo che Roberto Venturato, allenatore del Cittadella, vorrebbe tanto sapere che razza di squadra ha per le mani. Sicuramente, guardando il campionato, non è la continuità il forte dei granata che, nelle ultime sei partite, hanno puntualmente alternato i risultati positivi a quelli negativi. La vittoria a Pescara (2-1) è sulla falsariga, segue infatti lo stop al Tombolato con l’Empoli di sette giorni prima e quindi nulla cambia: vinci fuori e perdi in casa. Ciò non ostante il 2° posto è a soli quattro punti ma il problema è, pensa te, che il Citta dovrà ospitare altre due delle attuali concorrenti (Crotone e Pordenone) dopo che, nel ritorno, ha già perso in casa con Benevento e Empoli e pareggiato con lo Spezia.

A Venezia nei giorni scorsi si è parlato più della società che della squadra. Il siluramento del presidente Tacopina e la garanzia a termine sul futuro impegno della proprietà non hanno certo aiutato a concentrarsi sull’obiettivo salvezza al più presto. Mettici poi che la squadra ha mancato per la sesta volta consecutiva di vincere al Penzo pareggiando stavolta (2-2) con l’Entella e i dubbi certo non spariscono. Dicono che una dozzina di legni colpiti finora dai neroverdi contino pur qualcosa per spiegare la rischiosa posizione in classifica da cui il Venezia non riesce a sganciarsi. Ma è stata solo sfortuna o, magari, anche un po’ di broccaggine?

Emanuele Giaccherini, 34 anni, un passato illustre nel grande calcio (29 presenze in Nazionale, ex di Juventus, Bologna e Napoli, due stagioni in premier League nel Sunderland) firma tutti e due i gol con cui il Chievo batte al Bentegodi la Salernitana allenata dall’ex Ventura. Sarà Giack l’uomo a cui Michele Marcolini affiderà il rilancio dei clivensi verso la promozione? La classe ce l’avrebbe ma quest’anno ha giocato molto poco per malanni vari. Posizionato come trequartista dietro le due punte può essere nel contempo suggeritore e finalizzatore, ce ne sono pochi come lui in Serie B.

Serie C. La capolista Vicenza in quest’ultimo mese arranca, vittima di un centrocampo “lento pede” e di un attacco che non vede la porta. Mimmo Di Carlo può comunque contare su una difesa spaziale e infatti non perde, ma non riesce più a vincere e le concorrenti emiliane si fanno sotto. Nel derbino la Virtus Verona non fa troppa fatica a portare a casa un punto, anche grazie alla collaborazione del centravanti biancorosso Marotta che tira uno dei più brutti rigori mai visti: sull’1-0 il Vicenza avrebbe tranquillamente potuto costruire un successo. Ora tutti invocano il ritorno di Giacomelli. Sarebbe da farlo giocare da punta pura, come ha fatto Colella l’anno scorso con ottimi risultati.

Il Padova non fa nemmeno in tempo a cominciare a illudersi che i tempi grami siano finiti, che incappa in un’altra sconfitta all’Euganeo (0-1) contro la Fermana, che dovrebbe essere di rango inferiore rispetto ai biancoscudati. E che invece dà una lezione di agonismo e intensità a un Padova senza grinta e senza attacco, non ostante la prima linea a tre schierata da Mandorlini. Non è più l’anti-Vicenza dell’andata questo Padova, raggiunto in classifica dalla Feralpi e ormai troppo lontano dal primo posto.

A Vicenza speravano che l’Arzichiampo, finora più bravo in trasferta che al Menti, frenasse la Reggiana al Mapei Stadium. Così non è stato (3-1) e la squadra di Alberto Colombo torna a casa a secco e a -4 dalla zona salvezza.

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(Ph LR Vicenza Virtus – Facebook)