«La storia del Veneto è quella cristiana». Tavolo triveneto per turismo religioso

Il tavolo perseguirà l’obbiettivo con la definizione di specifiche politiche ed iniziative concordate con la regione autonoma Friuli Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano, la Conferenza Episcopale Triveneta

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Turismo, Federico Caner, di concerto con il collega alla Cultura, Cristiano Corazzari, ha deliberato l’adesione della Regione del Veneto alla costituzione di un tavolo triveneto per la valorizzazione del patrimonio ecclesiastico e del turismo religioso. Il tavolo perseguirà l’obbiettivo con la definizione di specifiche politiche ed iniziative concordate con la regione autonoma Friuli Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano, la Conferenza Episcopale Triveneta. L’accordo sarà sottoscritto per il Veneto dal Presidente della Regione, Luca Zaia.

La storia del Veneto si identifica con quella del Cristianesimo in queste terre – sottolinea il Governatore -. Il patrimonio appartenente alle istituzioni ecclesiastiche ed agli enti religiosi è strettamente connesso con la cultura, le tradizioni e la pietà popolari. È, quindi, un simbolo della memoria storica ed un tesoro della nostra identità. Sono certo che il tavolo sarà lo strumento fondamentale per valorizzare questo capitale in modo intelligente. Un vero punto di incontro tra le realtà coinvolte per farlo riscoprire, ponendo in risalto quanto esso realmente rappresenta e favorendo la sua conoscenza anche a fini turistici ma senza ridurlo a banale bene di consumo nelle offerte ai viaggiatori”.

Il turismo religioso è una componente non secondaria nelle scelte delle presenze turistiche in Veneto che l’anno scorso hanno raggiunto i 70 milioni – conclude il Presidente -. Basta pensare al Santo di Padova che supera il milione di pellegrini ogni anno o la sempre maggiore affermazione dei vari cammini legati alla figura di Santi attraverso i nostri paesi; la stessa eccezionalità del patrimonio culturale veneto non sarebbe tale senza i capolavori architettonici, artistici ed archivistici delle sue chiese e dei suoi complessi religiosi. Sono certo che da questa collaborazione, che ha anche un suo modello nazionale nel tavolo tra la Cei e la Conferenza delle Regioni, si apre una grande prospettiva per la nostra offerta turistica e per la riscoperta delle nostre radici”.

(Ph Shutterstock)

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