Vicenza, nuovo regolamento Cosap: via clausola antifascista

L’assessore alle attività produttive Giovine: «Basta perdere tempo in sterili polemiche». E la Donazzan approva: «Scelta sacrosanta, coraggiosa e coerente»

La giunta comunale di Vicenza ha dato il via libera oggi al nuovo regolamento Cosap che dovrà essere discusso dal consiglio comunale. Il testo modificato contiene alcune variazioni a seguito di criticità rilevate nella precedente stesura relativamente alla durata dei singoli procedimenti amministrativi, alla modalità di riscossione del canone (rateizzazione o rimborso), per assicurare un maggior livello di economicità ed efficienza alle attività di gestione del suolo pubblico e di applicazione del relativo canone di occupazione.

L’assessore alle attività produttive Silvio Giovine ha spiegato oggi in sala Stucchi i contenuti del provvedimento e tra le modifiche apportate. «Questo è il terzo regolamento che modifichiamo in un anno e mezzo. Un lavoro straordinario degli uffici del mio assessorato nell’intento di semplificare i procedimenti e rendere le norme sempre più chiare a favore degli utenti. Arriviamo ora alla ridefinizione della Cosap».

Entrando nel dettaglio, nell’articolo 3, relativo al procedimento di richiesta è citata anche la necessità, in alcuni casi, di ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza. In tali occasioni il tempo di rilascio dell’autorizzazione, di 30 giorni, verrà interrotto sino all’acquisizione del provvedimento. Se invece dovesse essere necessario un provvedimento ulteriore di giunta e di consiglio comunale, i termini di rilascio della concessione saliranno da 30 a 60 giorni. Per l’occupazione di spazi per fini politici, sindacali, socioculturali e sportivi senza scopo di lucro, preventivamente individuati dalla giunta comunale, la domanda dovrà essere presentata dal primo al venticinquesimo giorno del mese precedente, e la richiesta dovrà essere relativa da un uso dello spazio per massimo 5 giorni (articolo 4). Il pagamento dovrà avvenire anticipatamente, in caso contrario la concessione non verrà rilasciata. Il ritiro della concessione dovrà avvenire prima della data dell’occupazione; per il mancato ritiro è prevista una sanzione da 25 a 500 euro. L’articolo 7 è stato integrato con l’obbligo, da parte del concessionario, di esibire, a richiesta degli addetti della vigilanza, il provvedimento che autorizza l’occupazione. Il concessionario può rinunciare all’occupazione almeno 7 giorni prima dell’inizio dell’occupazione. In caso di mancato utilizzo dell’area, senza preavviso, gli sarà vietata l’occupazione per i successivi 3 mesi (articolo 8). Sono previste, inoltre, nuove scontistiche: gli eventi a basso impatto ambientale o che prevedono l’utilizzo di materiali ecocompatibili per la somministrazione di alimenti e bevande, avranno uno sconto del canone tra il 10% e il 30% (articolo 14).

E’ stato inoltre maggiormente dettagliato e rimodulato l’articolo 20 relativo alle sanzioni per omesso, parziale e ritardato pagamento. Per omesso o parziale pagamento la penale sarà del 30% del canone dovuto o del restante canone dovuto: se il pagamento viene effettuato entro 30 giorni la penalità sarà del 10%, se il pagamento avverrà tra il trentesimo e il sessantesimo giorno la penale sarà del 20%. In caso di rateizzazione, il parziale o ritardato pagamento entro i termini previsti, sarà predisposta una diffida ad adempiere mediante apposito atto nel quale saranno indicati l’importo del canone non versato o tardivamente versato, l’ammontare degli interessi di legge dovuti per il mancato o tardivo pagamento del canone, calcolati dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento fino alla data della richiesta, la sanzione amministrativa pecuniaria applicata, le spese di notifica dell’atto, le modalità ed il termine di 60 giorni dalla notifica entro il quale effettuare il pagamento, la decadenza della o delle concessioni per il mancato pagamento entro il termine fissato. Successivamente, in caso di mancato pagamento, verrà emessa ordinanza di ingiunzione ed eventuale iscrizione a ruolo.

Clausola di antifascismo

Infine la concessione di occupazione suolo verrà rilasciata a chi “dichiara di riconoscersi nei principi e valori fondamentali della Costituzione Italiana e dello Statuto Comunale, di ripudiare ogni forma di totalitarismo e di condannare l’uso della violenza a fini politici” (articolo 5). «A più di 70 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale credo sia il caso di pensare ad una effettiva pacificazione nazionale. Le amministrazioni si devono concentrare sul risolvere i problemi reali dei cittadini anziché perdere tempo su sterili polemiche relative a fascismo e antifascismo», ha precisato a questo proposito l’assessore.

L’assessore regionale del Veneto e responsabile nazionale lavoro e crisi aziendali di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan, ha plaudito all’iniziativa di Giovine sull’eliminazione della clausola antifascismo introdotta dalla precedente amministrazione comunale di centrosinistra. «Questa è coerenza con la nostra storia culturale, politica e anagrafica. Fare una cosa sacrosanta come togliere la clausola dell’adesione all’antifascismo è difficile. In un mondo in cui i principi sono usati all’occorrenza e strumentalizzati politicamente sarebbe stato molto più semplice ignorare, prendere tempo… come si fa di solito, come si è fatto anche in amministrazioni di centrodestra dove gli stessi ex consiglieri di opposizione, giunti al governo della città hanno smesso la propria battaglia di libertà per adeguarsi al pensiero violento ed illiberale che arma gli “antifascisti” contemporanei», ha scritto Donazzan.

«Giovine ha mostrato coerenza. Da sempre gli sento dire infatti che serve una pacificazione nazione, mostrando coerenza coi padri nobili della politica di destra in Italia, e su tutti Almirante. Una destra che ama il proprio popolo, l’unità della Nazione, che vuole consegnare alla storia le ragioni delle storie personali e familiari e gettare una luce di verità sulla Guerra Civile senza assoluzioni o processi sommari. Tutto questo la sinistra ha provato a conculcare, anche usando la clausoletta apparentemente innocua, per la concessione del suolo pubblico. Noi vogliamo occuparci, quando siamo al governo di un Comune o della Regione o della Nazione – speriamo presto – di cose importanti per la vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese, ma lo facciamo con la forza di una formazione culturale e politica fatta di coraggio e coerenza. Bravissimo Silvio, speriamo che anche le altre Città governate dal centrodestra capiscano che si deve fare così!», ha poi concluso l’esponente regionale di Fratelli d’Italia.