Cgil Vicenza: «Rucco e Giovine tolgano le mani dall’antifascismo»

«Ci opporremo all’abolizione di questa clausola e ci mobiliteremo in tutti i modi possibili»

«Il sindaco di Vicenza Francesco Rucco ed il suo assessore Silvio Giovine, evidentemente nostalgico di quel regime fascista che tanti mali ed orrori ha inflitto al nostro paese, alla popolazione ed ai democratici che si sono opposti alla dittatura, tolgano le mani dalla cosiddetta “clausola antifascista” che nella nostra città, medaglia d’oro per la lotta di Resistenza, chiunque voglia usufruire di uno spazio pubblico comunale deve sottoscrivere all’atto della richiesta». Inizia così la nota del Segretario Generale della CGIL di Vicenza e provincia Giampaolo Zanni che si allinea ad Anpi Vicenza e i gruppi consiliari di opposizione che si sono già espressi ieri contro la rimozione della clausola antifascista.

«Non è assolutamente un’incombenza burocratica, come i nostalgici vorrebbero far credere per poterla eliminare, ma rappresenta un requisito necessario ed obbligatorio per chiunque voglia in questo paese avere ruoli pubblici e fare politica, perché i valori dell’amore e del rispetto della democrazia e della libertà di pensiero di tutte e tutti e l’antifascismo, sono stati il cemento che ha unito tutte le forze politiche e sociali che si sono opposte ed hanno sconfitto il regime fascista, e sono stati e rimangono anche oggi il fondamento costituzionale della nostra Repubblica. Non per odio, ma per amore ed a difesa di questi valori, che ancora oggi taluni e talune faticano ad interiorizzare, la CGIL vicentina si opporrà all’abolizione di questa clausola e si mobiliterà in tutti i modi possibili, assieme a tutte le forze sociali ed a tutti i cittadini che li condividono», conclude Zanni.

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