Lucarelli contro Salvini: «Ho abortito più volte, adesso giudicami»

La giornalista: «Lui nel colpire i soggetti più deboli, in questo caso le donne straniere, ha una mira intrepida, che sa quasi di eroico. Usa me per la tua propaganda se hai coraggio»

Selvaggia Lucarelli dalle pagine di TPI fa una confessione ripercorrendo alcune dolorose tappe del suo passato: «Ho abortito. Volontariamente. Più di una volta. Due o cinquanta, sono fatti miei. In realtà anche quello che nella vita ho deciso di fare del mio corpo erano fatti miei, finché ho sentito che non lo erano più. Cioè quando Salvini, come sua abitudine, ha parlato di ciò che non sa, con l’unico e consueto scopo di usare qualcuno per colpire qualcun altro». Nei giorni scorsi il leader della Lega aveva detto: «L’aborto non è la soluzione a stili di vita incivili» e aveva attaccato le donne straniere colpevoli, sempre secondo lui, di intasare i pronto soccorso.

«Lui nel colpire i soggetti più deboli ha una mira intrepida, che sa quasi di eroico – continua la Lucarelli -. Ha detto, l’eroe che ci sono immigrati che hanno scambiato il pronto soccorso per un bancomat, che alcune infermiere gli hanno riferito che donne non italiane hanno abortito anche sei volte, che non si può arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020. Potrei controbattere che i pronto soccorso sono intasati da italiani, circa 30 milioni l’anno, e che nel 75 per cento dei casi sono italiani che potevano curarsi a casa. Le sale d’aspetto degli ospedali sono affollate di persone con un raffreddore indesiderato, più che con una gravidanza indesiderata. Magari la maggior parte dei malati immaginari sono pure uomini, quegli uomini che per un prurito sospetto sulla caviglia rivedono l’asse ereditario. Potrei controbattere che solo un fesso può pensare che per abortire ci si metta in fila al pronto soccorso come per le gastroenteriti o le bruciature da ferro da stiro. Potrei controbattere che ci sono straniere che vanno educate alla contraccezione, è vero, ma di solito, a meno che le straniere non siano meduse e si riproducano in remoto, ci sono uomini stranieri che fanno la loro parte».

«Potrei andare avanti all’infinito, nel dire quanto di cretino e irriflessivo ci sia in queste considerazioni di Salvini, ma mi pare più importante altro. Ed è invitarlo a usare me. Usa me, Salvini – afferma Selvaggia -. Sono donna. Sono italiana. Dillo a me che ho uno stile di vita incivile. Vieni a farmi la morale o a insegnarmi cosa debba fare della mia vita e del mio corpo. Spiegami, magari, anche come mi debba sentire, come e se mi possa auto-assolvere, spiegami i miei peccati. Troppo facile fare la morale a una donna che si fa già la morale da sola. Quello con cui non sai confrontarti e che nel profondo non ti va giù è che ho abortito, che hanno abortito, perché abbiamo esercitato un nostro diritto. Usa me, Salvini, se proprio vuoi giudicare. Me che non sono una straniera magari buttata sulla strada da qualcuno, me che ho potuto studiare, che non vengo dalla cultura dei dieci figli come benedizione e che ho avuto una vita facile. Usa me per la tua propaganda – conclude la giornalista – se hai coraggio. Giudica il mio stile di vita. Io non giudicherò il tuo. Giudico il tuo stile nel fare politica. Che è quello- sempre- di chi ogni giorno prova a rosicchiare qualcosa dei diritti fondamentali di tutti noi. E tutto questo, purtroppo, è tanto tragico, quanto chirurgico. Come un aborto».

(ph: imagoeconomica)

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