«L’infungibilità per fondere Agsm e Aim con A2A? Come la corazzata Potemkin»

L’ex amministratore della multiutility di Vicenza: «La teoria non sta in piedi: Hera ha un inceneritore in Veneto, i lombardi no». E sul sito rifiuti a Marghera: «Meglio venderlo»

«In questa operazione la parola d’ordine dovrebbe essere trasparenza. Infungibilità è l’esatto contrario». Non usa mezzi termini Umberto Lago, già amministratore unico di Aim a Vicenza dal 2017 a novembre 2018 e assessore al bilancio e partecipate con Variati sindaco (2008-2013). Il tema è la motivazione con cui Aim e Agsm giustificano la scelta di aggregarsi coinvolgendo come terzo partner la lombarda A2A. Di fusione fra le multiutility di Vicenza Verona se ne parla almeno da quando lui era in giunta: «Ma eravamo in un punto di impasse – precisa – Agsm non voleva più andare avanti perchè contestava il concambio, Verona lo riteneva troppo sbilanciato verso Vicenza, e perchè erano previsti due amministratori delegati, cosa che anch’io ritenevo difficile da mettere in pratica. Vista anche la vicinanza con le amministrative a Vicenza, Agsm ha quindi scelto di fermarsi».

Aim e Agsm oggi si avviano all’aggregazione di cui si parla da anni ma con un terzo comodo, o incomodo a seconda dei punti di vista, il colosso A2A, in base alla cosiddetta infungibilità. Può spiegare di cosa si tratta?
Questa cosa è stata costruita ad arte per chiudere con A2A. Infungibilità significa non sostituibile e non paragonabile e quindi il partner lo scelgo perchè ritengo abbia le caratteristiche che mi servono e che nessun altro mi può dare. Prima era legata ad una questione di asset, poi al fatto che Hera, Dolomiti ed Asperia sono già presenti nel Triveneto. Però non regge. E rischia di essere impugnata dalla Corte dei Conti. E poi chi l’ha definita questa infungibilità? Chiunque governi e si appresti a fare un’operazione che per la città di Vicenza è importantissima ha il dovere di farlo con la massima trasparenza. L’infungibilità è un modo per farlo in totale opacità ovvero non ti dico niente, non ti faccio neanche vedere le altre possibilità e dico che solo A2A mi va bene.

Aim ha dichiarato: “Il progetto industriale che stiamo approntando con A2A è costituito da un lato dai potenziali apporti per il rafforzamento in tutti i business chiave e dall’altro dal ruolo che il nuovo soggetto potrà avere nel territorio del Triveneto”. Da qui deriva l’infungibilità.
Rispondo come Fantozzi nella “corazzata Potemkin”: l’infungibilità è una cagata pazzesca. Tra l’altro prima era legata agli asset chiave, poi quando si sono accorti che gli asset chiave li avevano anche le altre società, hanno cambiato rotta dicendo che è dovuta all’esclusività territoriale. Ma se ci sono almeno quattro pretendenti e vuoi valorizzare il patrimonio devi fare la gara, altrimenti vuol dire che hai altri obiettivi. E siccome il patrimonio è dei vicentini ritengo che sia necessario prendere posizione: se l’advisor che hai scelto, magari anche in buona fede, scopri, e forse avresti dovuto scoprirlo prima, che ha fatto 8 anni con A2A, qualche dubbio sulla sua indipendenza dovresti portelo. Soprattutto considerato l’esito: se avesse detto di andare con Dolomiti è un conto, ma guarda caso ha scelto A2A. E senza gara. Qualcosa non mi torna.

Le opposizioni a Verona e Vicenza ritengono l’infungibilità a rischio legittimità. C’è il pericolo che si risolva tutto in una bolla di sapone?
E’ già successo che A2A abbia fatto operazioni con parti terze utilizzando l’infungibilità e che poi queste siano state impugnate davanti all’autorità che ha detto: le operazioni sono illegittime e andava fatta la gara. Il rischio assolutamente c’è e se fossi l’opposizione farei un ricorso alla Corte dei Conti perchè quanto meno manca la trasparenza e a mio avviso andava fatta una procedura di gara.

Infatti i gruppi consiliari a Verona tra cui Pd, M5S e Verona in Comune e le opposizioni di centrosinistra a Vicenza hanno sollevato la questione delle proposte mai emerse Alperia, Ascopiave e Dolomiti Energia.
Le proposte c’erano, le vogliamo portare all’attenzione non dico dell’opinione pubblica ma almeno dei consiglieri perchè vengano analizzate? Altrimenti è come se dovessi vendere una casa e davanti a quattro interessati ne scelgo uno perchè mi piace. Invece va venduta al miglior offerente e non a chi ritieni più bello per motivi tuoi. Perchè stai facendo gli interessi dei cittadini di Vicenza.

Quindi ci sono alternative praticabili ad A2A?
Per rimanere in tema di grandi società, per esempio il ciclo di rifiuti, ci sarebbe un vantaggio a chiuderlo tutto in Veneto perchè quando li porti fuori regione devi pagare. A2A non ha un inceneritore in Veneto, Hera invece ha l’inceneritore a Padova. Perchè non si prendono in considerazione queste cose? Oppure parliamo dell’idroelettrico, di cui Dolomiti è leader in Italia. Ma bisogna decidere cosa si vuole fare, non si può scegliere prima il partner e poi definire gli obiettivi. E aggiungo un’altra cosa: il famoso report dell’advisor Roland Berger perchè non viene reso pubblico? Poi magari l’alternativa migliore è A2A, ma gestiamo il processo in trasparenza. Non è possibile apprendere dai giornali che ci sono altre offerte e che non sono mai state portate all’attenzione di nessuno. E’ inaccettabile.

Ma secondo lei c’è un accordo già definito con A2A?
E’ evidente. Lo avevano fatto prima ancora di aprire alle manifestazioni di interesse che anzi non hanno mai aperto, però le proposte sono arrivate lo stesso. C’era già una bozza di intesa con A2A dai tempi della partecipazione alla gara Ascopiave. E’ da lì che parte tutto. E adesso stanno cercando di confezionare questo escamotage dell’infungibilità senza aver neanche valutato le altre offerte o di potersi aggregare con altri partner.

Le critiche si sono concentrate anche sul nome di Pierluigi Troncatti, senior manager di Roland Berger e per anni in A2A. Aim ha risposto di aver scelto il consulente con gara a evidenza pubblica.
Il curriculum di Troncatti è in rete. Io come semplice cittadino rilevo che il capo degli advisor di Roland Berger ha lavorato 8 anni con A2A. Non so se questo possa qualificarlo come indipendente. Se poi guarda caso dice che Aim e Agsm devono andare con A2A senza gara, qualche dubbio me lo solleva.

A2A intanto ha messo un piede in Ascopiave, a Treviso, e Ascopiave ha risposto pan per focaccia rilevando a sua volta quote di A2A. Aim e Agsm che ruolo hanno, secondo lei, nel risiko che sta predisponendo la multiservizi lombarda?
Visto che altre offerte ci sono, e questo significa che c’è interesse, Aim e Agsm dovrebbero come si dice “vestirsi bene e proporsi a quello che offre di più” altrimenti rischiano di fare la fine del vaso di coccio tra i vasi di ferro. Da quello che trapela A2A gestirà la società con Aim e Agsm secondo le proprie politiche.

Quindi c’è il rischio di non contare niente?
Sì, perchè anche se si mantiene una maggioranza formale come quote societarie, se poi gestirà A2A, e sarà così perchè la società lombarda ha bisogno di consolidare e dovrà avere l’amministratore delegato, si seguiranno le logiche di A2A che sono diverse da quelle di Vicenza. Non voglio dire che Hera o Dolomiti siano meglio di A2A. E’ stata fatta la scelta di andare con un grande player e ci sta dal punto di vista di politica industriale. Ma deve essere fatta valutando tutte le ipotesi. Che si faccia una gara come ha fatto Ascopiave che ha portato a casa un risultato clamoroso nel settore.

Tra Hera e A2A c’è stato anche un botta e risposta sulle pagine dei quotidiani, in merito all’aggregazione con Aim e Agsm, con accuse reciproche. Siamo allo scontro frontale per il predominio in Veneto? 
E’ una sorta di inizio di ostilità su un territorio, cioè il Veneto, che è rimasto scoperto perchè non c’è una grande multiutility. Che invece c’è in Emilia Romagna, in Lombardia, in Piemonte. Ed è un territorio a cui evidentemente sia A2A che Hera tengono.

Si può dare una interpretazione politica alle ultime dichiarazioni, dopo le acquisizioni di quote di inizio febbraio tra A2A e Ascopiave-Hera? Com’è che la Lega respinge A2A nella trevigiana Ascopiave, dove il Carroccio spadroneggia, e spinge verso A2Aa Verona e Vicenza.
Più che politica in senso partitico, credo sia necessario ragionare a livello di territorio. Ci sono due realtà, Lombardia ed Emilia Romagna, che sono più strutturate dal punto di vista dell’energia rispetto al Veneto e che si muovono verso altri territori. E’ questo il ragionamento. Più che alla politica locale io guarderei ai bacini di riferimento regionali.

Una questione tornata alla ribalta in queste settimane che riguarda la vicentina Aim l’uso dell’impianto di rifiuti di Marghera. Sia il presidente della municipalitàlocale, Giafranco Bettin, sia i comitati locali sono allarmati dalla possibilità che si smaltiscano i fanghi del distretto conciario di Arzignano-Montebello. Anche se, da quel che filtra, non è detto che finiscano lì. Come potrebbe essere utilizzato questo sito evitando problemi ambientali?
Era un sito di stoccaggio di rifiuti tossici, che è stato bonificato. Aim ci ha speso un sacco di soldi, adesso per la normativa è a posto. C’è un bando ad Arzignano per i fanghi della concia da smaltire e Aim potrebbe parteciparvi e utilizzare il sito di Marghera. Ho sentito che c’è questa possibilità, che il bando poteva essere di interesse. Si tratta di verificare quanti fanghi vengono conferiti annualmente e fare un business plan per valutare se produce redditività. Può darsi che questo tipo di investimento abbia un ritorno economico positivo per Aim. Se però si devono valutare altre destinazioni per il sito tenterei di vendere, visto che c’erano già proposte di acquisto, e di concentrarmi sul mio core business.