Venezia, Martini: «Stadio, per Brugnaro “chi gà i schei gà vinto”»

Il candidato sindaco di “Tutta la città insieme!” commenta l’annuncio del nuovo impianto da oltre 200 milioni a Tessera

«Sembra che per il gran finale di sindacatura Brugnaro sia deciso a gettare un ponte sulla prossima dal titolo propiziatorio di “Ponte della libertà“. Libertà a tutto campo, di calcio in questo caso, dopo la libertà al Trust – notoriamente blind, cieco e sordo – dichiarata per il palazzetto ai Pili».

Così in una nota Giovanni Andrea Martini, presidente municipalità di Venezia, Murano, Burano, a proposito del nuovo stadio del Venezia FC recentemente annunciato.

«In buona sostanza prendere a spallate i conflitti di interessi, come a rugby, sempre di sport parliamo, che è quello che Brugnaro preferisce in ogni circostanza. Le regole vanno interpretate nei contesti e se necessario forzate con opportune spallate in cui la regola è “Articolo quinto, chi gà i schei gà vinto“. Un motto importato in città dall’entroterra veneto come marchio della modernità introdotta dal primo, pro tempore, cittadino – prosegue Martini – Comunque la legislatura si chiude con scenari immobiliari ancor più di come era iniziata. Venezia come brand e terraferma come terreno di azione. Creare nuove rendite, a Mestre, e sfruttare quelle che ci sono, a Venezia. La via maestra per inchiodare la traiettoria di declino di una città basata sull’utilizzo delle sue dotazioni competitive, non a caso la portualità da un lato, quella crocieristica ovunque possibile, e l’aerostazione dal lato opposto, nei greenfield a nord».

«E lo spettacolo sportivo come distrazione di massa – conclude Martini – Intendiamoci, non è l’idea in sé che desta preoccupazione ma le modalità occulte che la sottendono e si disveleranno col tempo, sfogliando il progetto mano a mano che prenderà forma. E poi la fretta, tutto pronto entro poche settimane, comunque prima delle elezioni. Che sia solo un caso?»

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