Coronavirus, primi due casi in Veneto

Zaia: «Sono due persone anziane residenti a Vo’ Euganeo, uno è grave. Ora partiranno i tamponi per tutti i dipendenti dell’ospedale»

Primi due casi di Coronavirus a Padova.Sarebbero due persone di età avanzata residente nella zona dei Colli Euganei. Uno dei due sarebbe in «gravi condizioni». Il primo test anticoronavirus è risultato positivo, si attende i risultati del secondo test. Il presidente della Regione, Luca Zaia, si starebbe recando a una riunione d’emergenza nella sede dell’Unità di crisi.

La parole del presidente del Veneto Luca Zaia: «Per noi le analisi sono positive, stiamo aspettando la conferma dallo Spallanzani, ho parlato più volte con Borrelli oggi pomeriggio, sono due cittadini di Vo’ Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva. Siamo preoccupati, ho parlato col sindaco di Vo’ Euganeo per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto. Non bisogna diffondere il panico, ma la prima regola è l’isolamento. Queste due persone hanno avuto dei contatti in loco, non sono andate in Cina, non sono il classico caso sospetto. Venivano dall’ospedale di Schiavonia e sono ricoverati in Azienda ospedaliera a Padova con tutte le procedure previste dalla task force. Stiamo lavorando anche sul fronte dell’eventuale necessità di una struttura dedicata a eventuali contagiati, perché non sappiamo qual è l’entità del contagio. La procedura andrà a pescare tutte le persone che hanno avuto un contatto, i cittadini sono stati curati per normali patologie, sono state applicate tutte le direttive dell’Oms, si tratterà di capire che tipo di contatto hanno avuto. Stiamo aspettando le controanalisi dallo Spallanzani, i dati ci dicono che le positività dal Veneto ci sono. Ora andremo avanti coi tamponi anche per tutti i dipendenti dell’ospedale, i pazienti erano all’ospedale di Schiavonia e uno dei due c’è rimasto una decina di giorni. Bisogna capire da dove arriva questo contagio secondario, perché è partito da una persona che ha contagiato. Non è assolutamente una vicenda da prendere sottogamba. Siamo molto preoccupati, anche perché questo virus è un virus maledetto, problematico, sorprende ora dopo ora. Le riviste scientifiche ci dicono che non vive solo su materiale biologico ma anche su superfici inerti».

Le raccomandazioni ai cittadini

«La raccomandazione che diamo ai cittadini è di lavarsi le mani frequentemente, evitare luoghi affollati dove non c’è ricambio d’aria perché il virus viene veicolato dal vapore acqueo e le piccole gocciole di saliva, quindi bisogna mantenere le distanze vitali di almeno un metro durante le discussioni con le persone. Uno dei due ha sviluppato una malattia importante alle vie aeree ed era curato per una normale influenza».

Fonte: Adnkronos

(Ph: Facebook Gianpaolo Bottacin assessore regionale del Veneto)