L’onda delle nomine Arica dietro le agitatissime Acque Chiampo

Retroscena dello scontro sul cda della società idrica. Che si spiega guardando altrove. In particolare al futuro di un politico

Sarebbe legata alle prossime nomine in Arica,  il Consorzio che gestisce il collettore delle acque di depurazione degli impianti di Trissino, Arzignano, Montecchio, Montebello e Lonigo, la revoca dell’intero consiglio di amministrazione di Acque del Chiampo chiesta dai sindaci di Arzignano Alessia Bevilacqua, di Nogarole Romina Bauce e di Altissimo Omar Trevisan. E dovuta in primis alla fiducia venuta meno dal Comune di Arzignano verso il consigliere delegato della società Andrea Pellizzari.

Scenari cambiati

Una vicenda che parte da più lontano. Dalle nomine dell’attuale cda nel giugno del 2017 infatti, gli scenari sono decisamente cambiati. A quel tempo fu l’allora sindaco arzignanese Giorgio Gentilin, sostenuto dall’asse Lega-Forza Italia e forte della maggioranza in Acque del Chiampo con oltre il 52%, a volere alla presidenza Renzo Marcigaglia (padre dell’attuale vicesindaco, Enrico Marcigaglia) imprenditore vicino alla Lega e già presidente di Arica, e come consigliere delegato il forzista Andrea Pellizzari, già consigliere comunale e assessore provinciale. Contro il parere, tra l’altro, di altri Comuni soci. Nel 2018 però arrivano i primi screzi, con la richiesta di verifica dell’operato del consiglio di amministrazione presentata da Arzignano e Chiampo, primo e secondo azionista della società (finita poi in un nulla di fatto: una semplice definizione di nuove linee strategiche). Nel 2019 si va oltre e arriva la richiesta di ridistribuzione delle deleghe ai componenti del board dettata dalle linee di indirizzo approvate dall’assemblea dei soci. Anche questa mai concretizzata concretizzata ma che probabilmente voleva limitare i “poteri” del consigliere delegato Pellizzari.

Si rompe l’asse Lega-Forza Italia

Ad Arzignano intanto il sindaco Gentilin aveva lasciato Forza Italia per fondare una propria civica e avvicinarsi di più alla Lega. E lo stretto rapporto tra Gentilin e il forzista Pellizzari, sodalizio consolidato da anni, si era rotto definitivamente. Di passaggi in realtà ce ne sarebbero altri, come le discussioni tra i Comuni soci per la richiesta di Arzignano e Chiampo di distribuire le riserve di Acque del Chiampo (poi in realtà assegnati gli utili) che le due amministrazioni in questione hanno utilizzato per finanziare il progetto definitivo del passante alternativo alla Provinciale Valchiampo. Fino ad arrivare alle amministrative di giugno 2019, con Forza Italia all’opposizione, e agli ultimi avvenimenti del 2020: le contestazioni a Pellizzari dell’ex sindaco Gentilin, con la mozione sulle spese per la festa aziendale di dicembre di Acque del Chiampo, e la scelta dell’attuale sindaco Alessia Bevilacqua, sostenuta dall’assemblea, di tagliare le spese di di rappresentanza, pubblicità e sovvenzioni della società. Due passaggi a cui la Bevilacqua ha aggiunto un carico non da poco, raccontando di due richieste di accesso agli atti presentate dal Comune e mai accolte da Acque del Chiampo e dicendo di aver “sopportato” un consigliere delegato, Pellizzari appunto, che già da un anno avrebbe dovuto lasciare alcune deleghe, come richiesto dalla maggioranza dei soci.

Questione di deleghe

Pellizzari non gode più della fiducia in primis di Arzignano, che detiene la maggioranza in Acque del Chiampo. Con il cda in scadenza tra un paio di mesi, tuttavia, avrebbe una via di uscita. Avendo la delega per “designare i rappresentanti della società presso enti e/o altri soggetti terzi”, potrebbe uscire da Acque del Chiampo e autonominarsi alla presidenza di Arica. Il consorzio, guidato dal leghista Antonio Mondardo, andrà al rinnovo delle cariche all’assemblea del 26 febbraio: tra i punti all’ordine del giorno la nomina dei componenti del comitato direttivo, del presidente e del vicepresidente. E le scelte spettano ad Acque del Chiampo, e quindi per il 50% a Pellizzari, oltre che a Medio Chiampo e Viacqua.
Per far cadere prima dell’assemblea del Consorzio Arica il cda di Acque del Chiampo, ed evitare quindi che Pellizzari faccia valere la sua delega, i tempi non ci sono. Perchè la richiesta di sfiducia di Arzignano, Altissimo e Nogarole dovrà passare per il cda e l’assemblea dei soci. Che sulla questione è comunque spaccata. Ma probabilmente i tre Comuni l’hanno presentata ora pensando che, da consigliere delegato sfiduciato, Pellizzari su Arica faccia scelte diverse dall’autonominarsi. Renzo Marcigaglia ha ammesso che il clima all’interno del cda di Acque del Chiampo è difficile: la sfiducia infatti è verso l’intero consiglio di amministrazione, non “ad personam”. Ma ad essere nel mirino non è lui.

(ph: acquedelchiampospa.it)