La profezia di Nostradamus sulla «grande peste»

Michel de Nostredame aveva riferito di una pandemia mortale in una quartina del suo “libro di profezie”

“La grande peste nella città marittima non cesserà prima che morte sarà vendicata del giusto sangue per preso condannato innocente, della grande dama per simulato oltraggio”.

Così Nostradamus nella centuria 2:53 del suo famoso libro di profezie, scritto nel XVI° secolo. I molti appassionati dello scienziato rinascimentale hanno avuto gioco facile nell’identificare nella “grande peste” l’epidemia di Coronavirus, che proprio in queste ore ha fatto segnare le prime due vittime in Italia. Tra le loro spiegazioni, il fatto che sì Wuhan non è una città marittima ma una delle ipotesi è che che il virus abbia trovato nel mercato del pesce della città cinese il suo punto di partenza.

Nostradamus, poi, cita un’altra epidemia nel la centuria 2:56: “Colui che peste espada non ha saputo individuare, morto nel pozzo colpita la volta del cielo: l’abate morirà quando vedrà cadere in rovina i naufragati desiderosi di aggrapparsi allo scoglio”.

Non tutti credono a Nostradamus: ad esempio secondo Brian Dunning, autore del podcast Skeptoid che si occupa dei miti più popolari, svelando la vera scienza e la vera storia dietro di essi, le previsioni di Nostradamus richiedono un grande senno di poi per essere collegate agli eventi che accadono nel mondo: “Le scritture di Nostradamus sono sfruttate in tanti modi fallaci. Traduzioni ambigue e sbagliate, interpretazioni “creative”, scritti ingannevoli, racconti fittizi e la rottura di codici inesistenti all’interno delle sue quartine contribuiscono tutti ad un vasto corpus di opere, tutte sbagliate e molte volte più grandi di tutto ciò che Nostradamus abbia mai realmente scritto”.

“Michel de Nostredame è stato davvero una delle brillanti luci del suo tempo, ma condividere storie false e leggende urbane è una mancanza di rispetto all’uomo che era davvero. Apprezzate i suoi contributi alla medicina e alla letteratura del Rinascimento e non banalizzate le sue buone opere in favore di una presunta storia di poteri magici paranormali”, afferma Dunning.

(Ph Shutterstock)