Patriarcato Venezia: stop a messe, funerali e catechismo. Attiva solo la carità

La decisione è arrivata in accordo con il protocollo regionale. Chiusa la Basilica di San Marco e tutti gli oratori e i patronati

A seguito di quanto stabilito oggi dalla Regione Veneto, dalle ore 24 di oggi domenica 23 febbraio fino a domenica 1 marzo 2020, per evitare gli assembramenti di persone, la Diocesi di Venezia dispone la sospensione della celebrazione pubblica delle Messe, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri e domenicali, dei sacramenti (inclusa la celebrazione di battesimi, prime comunioni e cresime), sacramentali, delle liturgie e pie devozioni quali la Via Crucis.

“In sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, i fedeli dedichino un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione. Per i funerali, saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine del defunto, ma purtroppo senza la celebrazione della Messa o di altra liturgia; le Messe esequiali potranno essere celebrate solo al superamento di questa fase critica”.Sospesi anche gli incontri del catechismo e ogni altra attività di patronati e oratori. il ritiro del clero previsto per giovedì 27 febbraio, le lezioni della Facoltà di Diritto Canonico San Pio X, dello Studio Teologico del Seminario e delle altre istituzioni accademiche ecclesiastiche. gli appuntamenti legati alla Visita pastorale.

“L’accesso alle chiese sarà ordinariamente possibile, per chi vorrà recarvisi a pregare, salvo il principio di evitare assembramenti di persone, più probabili nel centro storico di Venezia essendo meta di visite turistiche. In tal senso anche la Basilica di San Marco non sarà accessibile. Nel periodo indicato resteranno chiuse al pubblico le seguenti realtà: la Curia Diocesana di Venezia, l’Archivio Storico,la Biblioteca Diocesana, il Museo Diocesano alla Salute, il Centro Pastorale Urbani di Zelarino e la Casa di Esercizi Spirituali Santa Maria Assunta del Cavallino”.

Le attività caritative invece continueranno: nelle mensedei poveri, distribuendo cestini con i pasti che non potranno però essere consumati all’interno delle strutture; nei dormitori, attraverso un presidio sanitario garantito dalle pubbliche autorità. La Diocesi di Venezia e Il Patriarca Francesco Moraglia sono e rimangono in costante e frequente contatto con le autorità, in particolare con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Prefetto Vittorio Zappalorto e il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, in un clima di fattiva collaborazione.

”Come cittadini e credenti – dichiara il Patriarca – siamo chiamati a vivere questo momento di difficoltà con senso di responsabilità civica, senza cedere ad allarmismi e a paure ingiustificate. Ci affidiamo alla protezione della Beata Vergine Maria, invocata col titolo di Madonna della Salute; Ella interceda presso Suo Figlio, il Santissimo Redentore. La nostra preghiera è anche per quanti sono preposti al bene comune, affinché assumano decisioni prudenti e sagge per la nostra gente, soprattutto per i più deboli e per gli anziani”.