Coronavirus, ordinanza ufficiale: cosa rimane aperto e cosa chiude in Veneto

Qui di seguito l’ordinanza completa emanata dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dal ministro della sanità, Roberto Speranza, con le misure annunciate ieri: chiusura scuole e musei, stop a discoteche e locali affollati, e le indicazioni per l’igiene individuale e pubblica.

La Regione Veneto ha divulgato una circolare esplicativa che meglio chiarisce alcuni aspetti dell’ordinanza. In particolare, la Regione ha chiarito che vanno sospese fino all’1 marzo compreso tutte le manifestazioni e iniziative che, comportando un afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali. Si fa riferimento ad eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale ed economica. Vanno pertanto incluse tra le attività da sospendere manifestazioni, fiere, sagre, attrazioni, luna park, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria ed ogni disciplina) e attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, comprese le discoteche e le sale da ballo.

Non sono invece soggette a chiusura le attività che attengono allo svolgimento della pratica corsistica e amatoriale (corsi ed allenamenti). Pertanto potranno rimanere aperti i centri linguistici, doposcuola, centri musicali e scuola guida, gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco) e in generale tutte le strutture, quando le attività non prevedano concentrazioni di persone.Sono escluse dall’ordine di chiusura anche tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio, compresi pubblici esercizi, mense e mercati settimanali.Particolare attenzione va prestata alle attività di carattere sociale: non vanno pertanto sospese le attività di sostegno e supporto delle persone anziane e diversamente abili, come i centri diurni.Non vi è obbligo di sospendere nemmeno matrimoni e funerali, civili e religiosi, purché si limiti la partecipazione ai soli familiari.La Regione ha precisato infine che la disinfezione giornaliera dei trasporti pubblici è a cura delle aziende che gestiscono il servizio e va effettuata con normali prodotti presenti sul mercato.