Cittadini cinesi aggrediti, ultimo caso a Cassola. «E c’è chi non denuncia»

Un uomo è stato preso a bottigliate nel comune del Bassanese l’altra sera. Ma gli episodi in cronaca si susseguono da settimane

«Aggresissioni a cittadini cinesi? Mah, non so…». E’ titubante il giovane barista orientale di un locale dell’hinterland vicentino ma ci vuole poco per fargli ammettere che negli ultimi tempi gli episodi di intolleranza sono aumentati, oltre ad avere il locale praticamente vuoto da giorni. «Magari bottigliate in testa e sputi no, ma sicuramente insulti a voce più o meno alta, anche da parte di persone che considero, o consideravo, clienti abituali».

La testimonianza fa seguito alla denuncia di un 26enne cinese, Z., a proposito della violenza subito lunedì sera lungo la strada statale 47, a Cassola, nel Bassanese. Secondo quanto ha riferito ai carabinieri, la barista gli avrebbe detto “Hai il coronavirus, tu non puoi entrare!” e un cliente lo avrebbe colpito con una bottiglia.

Ma ci sono altri episodi avvenuti nel Veneto nelle scorse settimane, ben prima dell’allerta coronavirus nel nostro Paese. Ha avuto molto coraggio Valentina Wang, che ha raccontato Facebook di essere stata presa di mira da un gruppo di bulli sul treno Venezia-Padova e solo l’essere scesa e fuggita l’ha salvata da ulteriori angherie. Pochi giorni dopo è stato un albergatore veneziano a rendere nota la “disavventura” di una coppia cinese presa a sputi da un gruppo di ragazzini tra le calli. Stessa sorte per una giovane cantante lirica residente da 4 anni a Venezia.

«Solo ragazzate», come aveva prontamente dichiarato Roberto Ciambetti, oppure un clima ostile istigato (anche) dalle notizie ossessionanti sull’epidemia? Di certo, almeno secondo il “china del bar”, è che gli episodi sono più di quelli usciti sulle prime pagine.

(Ph Shutterstock)