Primo morto per coronavirus: aperta inchiesta

La procura di Padova ha chiesto la documentazione sanitaria di Adriano Trevisan, morto nell’ospedale di Schiavonia la scorsa settimana

La procura di Padova ha aperto un fascicolo sulla morte di Adriano Trevisan, 78 anni di Vò Euganeo, deceduto a causa del coronavirus lo scorso venerdì 22 febbraio nell’ospedale di Schiavonia. La procura ha chiesto all’ospedale le cartelle cliniche del paziente per accertare se le linee guida rispetto alla malattia, alla sua diagnosi e al contenimento del contagio siano state rispettate. Un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato.

Adriano Trevisan era arrivato in ospedale a Schiavonia l’11 febbraio, dopo qualche giorno di febbre e difficoltà respiratorie. Su La Repubblica, la figlia, Vanessa, 45enne ex sindaco di Vò, lamenta una sottovalutazione da parte del medico di base inizialmente e una diagnosi tardiva all’ospedale, poiché il protocollo non avrebbe previsto il tampone per persone che non arrivavano dall’estero o non erano entrati in contatto con persone a rischio. Quando è stata rilevata la patologia, purtroppo, per Adrano era troppo tardi.

Sarà il procuratore Antonino Cappelleri, che ha affidato l’incarico al pubblico ministero Benedetto Roberti, a cercare di fare chiarezza su quanto accaduto.

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