Arica, nuovo cda già “sfiduciato”: diffida da tre Comuni

Arzignano, Altissimo e Nogarole avevano inviato una richiesta di non procedere subito con le nomine. Animi agitati in assemblea soci

Ieri pomeriggio il Consorzio Arica, gestore dei cinque impianti di depurazione di Arzignano, Montecchio, Montebello, Trissino e Lonigo, ha nominato il nuovo cda per un anno. L’assemblea dei soci (Acque del Chiampo al 50%, Medio Chiampo e Viacqua al 25% ciascuno) a sorpresa ha confermato gli stessi componenti uscenti: il presidente Antonio Mondardo, vicepresidente Tolmino Gobetti e consiglieri Angelo Guzzo e Gabriele Tasso (sindaco di S. Pietro Mussolino). Ma se qualcuno pensa che le polemiche e la querelle interna ad Acque del Chiampo siano finite qui, rischia di peccare d’ottimismo.

Diffida a procedere

Alla vigilia dell’assemblea di Arica, i Comuni di Arzignano, Altissimo e Nogarole avevano presentato una diffida al consorzio chiedendo una prorogatio di 45 giorni sulla scelta delle nomine. Nel testo, redatto dallo studio legale Canilli & Borga di Vicenza, si legge che “il cda di Acque del Chiampo è totalmente sfiduciato e non avrebbe più i requisiti per procedere alle nomine di due componenti in Arica. In un’ottica di cautela quindi meglio rinviare”. Tradotto: meglio aspettare che l’assemblea di Acque del Chiampo valuti la richiesta di revoca dell’intero cda presentata da Arzignano, Altissimo e Nogarole. Soltanto in seguito la società di via Ferraretta, che nel consorzio ha il 50%, potrà indicare i due nomi per Arica. La diffida era stata inviata a tutti i soci di Arica e il presidente di Acque del Chiampo Renzo Marcigaglia (padre del vicesindaco di Arzignano Enrico Marcigaglia) l’aveva accolta per un atteggiamento di prudenza, chiedendo al presidente del consorzio Mondardo il rinvio delle nomine (pronto comunque a votare il bilancio per non creare problemi societari). Arica  invece ha proceduto comunque, indicando in Andrea Pellizzari, consigliere delegato sgradito ai tre Comuni critici, l’unico legale rappresentante di Acque del Chiampo in assemblea dei soci, nonostante la contemporanea presenza di Renzo Marcigaglia. Decisione che ha generato tensione durante la riunione, da cui pare che quest’ultimo sia stato invitato a uscire.

Azioni legali

Ai tre comuni firmatari della diffida, l’atto di nomina del nuovo cda in Arica non è piaciuto. “Il nostro avvocato attende i verbali dell’assemblea di Arica per valutare eventuali azioni legali”, precisa Alessia Bevilacqua, sindaco di Arzignano. Arica però ha ritenuto che la diffida non avesse efficacia, in quanto società consortile regionale, e che la prorogatio per 45 giorni del cda non si potesse applicare. Dopo l’approvazione del bilancio, avvenuta in assemblea ad Arica, il cda decade regolarmente e quindi nominare i nuovi componenti, secondo i rappresentanti del consorzio, era necessario. Il nuovo board resterà in carica soltanto per un anno, grazie alla modifica allo statuto approvata lo scorso anno che prevede più soluzioni (prima la durata era biennale). Probabilmente la scelta di un anno è stata dettata dalla volontà di non esacerbare ulteriormente gli animi. Un auspicio, più che una certezza.