«Retromarcia sul coronavirus. Zaia, vale di più salute o pil?»

Nel giorno dei tre casi a Vicenza, Colombara (Quartieri al Centro) attacca il governatore per il cambio di linea

«Zaia oggi annuncia una clamorosa retromarcia rispetto alla linea presa qualche giorno fa e cerca di scaricare le colpe sugli altri (media, giornali, ecc): ma non era lui stesso 3 giorni fa che dichiarava che stavamo vivendo la più grave emergenza di sempre nel Veneto? Come stanno le cose? È stata sopravvalutata la questione e dunque dovrà chiedere scusa ai tanti che subiranno pesanti disagi economici o ha paura ad andare avanti nella linea adottata perché questo comporterebbe ulteriori danni economici? Vale più la salute dei cittadini o il PIL in Veneto?».

Se lo chiede il consigliere comunale di Vicenza, Raffaele Colombara (Quartieri al centro) nel giorno in cui il governatore annuncia di voler riaprire le scuole lunedì ma anche quando sono stati confermati i primi tre casi nella provincia berica.

«Se si vuol essere attenti agli evidenti disagi economici, si lavori a livello politico centrale per prevedere risorse straordinarie di sostegno, come incentivi e sgravi per le imprese, ma si si tuteli prima di tutto la salute dei nostri anziani e dei nostri bambini. Si può essere d’accordo sulla pandemia mediatica, ma tolta questa rimane la questione vera, quella sanitaria». prosegue Colombara che, dopo aver sostenuto le autorità fino ad oggi, riscontra adesso «una totale incapacità gestionale della Regione». Nel giro di una manciata di giorni, spiega il consigliere, si è passati dalla serrata totale (tranne i centri commerciali) alla fine dell’emergenza. «Certamente ci sono stati disagi nell’emergenza, ma una settimana in via prudenziale in più che avrebbe causato? Che causeranno per la comunità invece eventuali nuovi contagi? – si chiede infine Colombara – Una cosa è del tutto evidente: la tanto proclamata ‘gestione veneta oculata’ si è rilevata fallimentare con una totale assenza di linea coerente di gestione e con una grandissima confusione».

«Una sola richiesta – conclude –  la politica si faccia da parte e le risposte ci arrivino solo dalla comunità scientifica. In un senso o in un altro, ma che il parere sia solo di chi ha a cuore (e la responsabilità) della salute dei cittadini».

(Ph Shutterstock)