Risiko in Acque Chiampo, parziale vittoria di Arzignano&C: Pellizzari si è dimesso

Il consigliere delegato forzista se ne va sbattendo la porta in polemica con il sindaco Bevilacqua

Parziale vittoria per i Comuni di Arzignano, Altissimo e Nogarole, che forti del 60% della società idrica Acque del Chiampo, qualche giorno fa avevano chiesto la revoca dell’intero cda . Ieri quattro componenti su cinque, in testa il consigliere delegato Andrea Pellizzari (Forza Italia), seguito dal vicepresidente Anna Bertazzoni e ai consiglieri Vania Molon e Luisa Nardi, hanno rassegnato le dimissioni, facendo così decadere l’intero organo amministrativo. Il presidente Renzo Marcigaglia ha inviato una nota ai 10 Comuni soci dell’ente che gestisce il ciclo idrico integrato in Valchiampo, convocando l’assemblea il 13 marzo per la nomina del nuovo vertice.

Nota ufficiale dei dimissionari

Questa la nota ufficiale dei dimissionari: «Sono tanti gli episodi in cui si è concretizzata una vera ingerenza da parte di Arzignano all’interno del cda. Tale ingerenza ha creato e sta creando difficoltà operative, non ultimo in occasione dell’approvazione del bilancio e rinnovo degli organi sociali del Consorzio Arica in cui abbiamo subito un tentativo di ingerenza in particolare con riferimento alle nomine, ingerenza che ha messo in profondo imbarazzo i soci di un ente importante che svolge una funzione pubblica di controllo sui depuratori e sul collettore. Quest’ultima è tanto più grave perché perpetrata senza mai corrispondere un dialogo da noi costantemente ricercato, anzi ignorando e puntualmente scavalcando il cda e la sua gestione, con la conseguenza di indebolire una società che sta producendo un formidabile sforzo, è in corso la procedura di gara di oltre 500 milioni di euro riguardante la soluzione dell’annoso problema dello smaltimento dei fanghi e si sta concludendo lo strategico progetto ‘pfas zero’ varato nel dicembre 2017. Per noi restano valide le motivazioni contenute nella delibera di incarico del 26 giugno 2017. Evidentemente per il socio comune di Arzignano non è più così e, pur senza avercelo mai manifestato, i fatti di questi ultimi mesi rendono, per l’interesse e la dignità professionale nostra e dell’azienda, non più tollerabile restare innamorati di un progetto a cui il socio evidentemente non crede più. Non restiamo “attaccati alla poltrona”, come si usa fare in politica, ognuno di noi ha la propria vita e professione a cui tornare a dedicare il proprio tempo».

Lo scontro in Arica

Le dimissioni sono arrivate esattamente il giorno dopo l’assemblea del Consorzio Arica, il gestore degli impianti di depurazione di Arzignano, Montecchio, Montebello, Trissino e Lonigo, che mercoledì ha proceduto alle nomine confermando per un altro anno il consiglio d’amministrazione uscente: il presidente Antonio Mondardo, il vicepresidente Tolmino Gobetti e consiglieri Angelo Guzzo e Gabriele Tasso (sindaco di S. Pietro Mussolino) nonostante la diffida presentata da Arzignano, Altissimo e Nogarole che chiedevano una proroga di 45 giorni. Scelta che spettava al 50% ad Acque del Chiampo, ovvero al suo consigliere delegato, Andrea Pellizzari, componente di un cda praticamente sfiduciato, e per il 25% a Medio Chiampo e 25% a Viacqua. Con la diffida, i tre Comuni avevano tentato di fermare le nomine, consapevoli che la richiesta di revoca del cda di Acque del Chiampo, per una questione di tempistica, non sarebbe potuta essere discussa prima dell’assemblea del Consorzio Arica. Non ci sono riusciti. Ma un obiettivo l’hanno centrato: Andrea Pellizzari si è dimesso.

La sfiducia di Arzignano

La sfiducia del Comune di Arzignano, socio di maggioranza, a Pellizzari era nell’aria da tempo. L’ex sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin aveva di recente attaccato sui costi della festa aziendale di dicembre, mentre l’attuale sindaco, Alessia Bevilacqua, aveva richiesto di discutere in assemblea di dimezzare le spese di rappresentanza, pubblicità e sovvenzioni della società. Senza contare la ridistribuzione delle deleghe nel cda di Acque del Chiampo, dettata dalle linee di indirizzo approvate dall’assemblea lo scorso anno e mai concretizzata. E così, come a battaglia navale o, se preferite, a risiko, Pellizzari è stato prima colpito e poi affondato. Le dichiarazioni post dimissioni del sindaco Bevilacqua lo confermano una volta di più: «Non c’erano più le condizioni per continuare. Nei prossimi giorni contatterò i sindaci per ascoltarli e capire se esiste la possibilità di costruire assieme un nuovo cda forte, preparato e rappresentativo dei territori». E su Arica: «Sono rimasta molto delusa dalla fretta di Mondardo nel procedere alle nomine di auto-salvataggio. Avevo inviato ufficiale diffida con richiesta di proroga prevista dalla legge. Non mi hanno ascoltato. Valuterò con i legali Canilli e Borga come procedere. Di sicuro questa Arica, politicamente, non rappresenta minimamente la maggioranza di Arzignano». Le dimissioni di Pellizzari e di alcuni componenti del cda arrivano adesso, e non prima di Arica, perchè probabilmente lo stesso consigliere delegato ha capito che ormai le strade per lui erano chiuse su più fronti. Visto che dopo la richiesta di revoca del cda di Acque del Chiampo, era anche tramontata la possibilità di autonominarsi in Arica a causa della querelle in atto proprio con Arzignano. Un’ipotesi, questa dell’autonomina, che il diretto interessato smentisce.

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