«No di Mantoan a test su virus, Zaia all’oscuro. Ma ora lo cacci»

Berti (M5S) torna alla carica dopo il servizio di Piazza Pulita sul metodo sperimentale dell’università di Padova: «Ne va della salute di veneti e italiani»

Jacopo Berti, capogruppo del M5S in Consiglio regionale del Veneto, già domenica attaccava il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan sullo stop ai test all’università di Padova pronti già a gennaio. Oggi il pentastellato torna alla carica pubblicando sul suo profilo Facebook il servizio di Piazza Pulita.

«Nella nostra Università di Padova, eccellenza mondiale, che sta facendo passi da gigante per risolvere il problema del Coronavirus, il test era pronto a fine gennaio – spiega Berti -. La comunità cinese con grande senso di responsabilità si era resa disponibile a farsi monitorare. Ma da Domenico Mantoan, dirigente della sanità veneta, è arrivato lo stop. Lui nel servizio nega, ma c’è una lettera che parla chiaro e che ho pubblicato pochi giorni fa. Mantoan ha intimato l’Università del fatto che eventuali danni erariali derivanti dai test sarebbero stati loro attribuiti. Parliamo di 30 euro a test, niente in confronto alle spese che stiamo sostenendo ora».

«Zaia, come sentite dall’intervista, non ne sapeva nulla. Accettiamo il fatto che lui non fosse a conoscenza dell’episodio e dunque che non abbia responsabilità sull’accaduto. Adesso però, presidente Zaia, sei a conoscenza del comportamento di Mantoan e puoi intervenire. Per questo chiediamo a Zaia di sollevare Mantoan immediatamente dal vertice della sanità veneta. L’Università di Padova ed il prof. Crisanti sono un esempio nel Mondo per il lavoro che stanno facendo sul coronavirus. Se Mantoan mette i bastoni fra le ruote a questi luminari che stanno salvando migliaia di vite, deve essere mandato via. Ne va della salute dei Veneti e degli Italiani», conclude il pentastellato.

(ph: imagoeconomica)