«Guerra al contagio non diventi speculazione contro l’Italia»

Iraci Sareri, Presidente Confartigianato Imprese Verona: «Provvedimenti siano accompagnati da piani di sostegno. No a pannicelli caldi!»

“Un conto è la psicosi, difficile da contrastare e legata alla percezione del problema, i cui effetti si possono ribaltare solo con un’informazione il più possibile corretta, un altro conto sono gli effetti diretti dei provvedimenti istituzionali di limitazione della diffusione del coronavirus, che ci auguriamo siano stati valutati nelle loro conseguenze, prevedendo piani di sostegno adeguati all’economia. Se non è accaduto prima, è il momento di iniziare a fare sul serio, senza inutili pannicelli caldi”.

Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona, si esprime così dopo la conferma dei provvedimenti di contrasto al contagio contenuti nel Decreto del Presidente del Consiglio di Ministri del 1 marzo 2020. Caduta delle vendite e degli ordinativi, blocco delle attività di business, problemi di logistica, di approvvigionamento e di mancanza di personale: le imprese artigiane e le MPI sono fortemente preoccupate per le conseguenze del Coronavirus sull’economia.

Confartigianato Imprese Veneto porterà domani (lunedì 2 marzo) al tavolo regionale la voce raccolta tra le imprese artigiane, mentre Confartigianato Imprese Verona lo farà nei prossimi confronti istituzionali a livello comunale e provinciale. Si segnalano, però, fin da subito alcune criticità che devono essere considerate per la costruzione di un piano d’azione, come ad esempio una strategia di comunicazione e d’immagine per il “prodotto Italia”.

“Non possiamo permetterci – afferma Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto –, di ragionare su scala locale, con il rischio di azioni scoordinate, che alimentano la percezione di provincialismo all’interno del Paese. Serve una linea d’azione che tuteli l’immagine dell’Italia. Considerato il prolungamento della situazione sanitaria e visto l’allargamento ad altre regioni vicine – Lombardia, Emilia Romagna ed anche il Piemonte –, tutte profondamente coinvolte nell’export, dobbiamo prepararci ad una situazione di criticità economica che proseguirà per mesi”.

Il rallentamento dell’economia dovrà essere sostenuto da un piano straordinario di rilancio che non escluda, oltre ai settori coinvolti dall’export, ai trasporti, al turismo e ai servizi alle persone, anche le manutenzioni e gli interventi ad esempio sull’edilizia pubblica, scolastica in primis. Il grande tema degli investimenti, sempre annunziati ma mai pienamente attuati, secondo Confartigianato è quanto mai urgente.