Agsm-A2A, Valdegamberi: «Dove sono i vantaggi per i veronesi?»

Il consigliere regionale del gruppo Tzimbar Earde, che sostiene Zaia: «La multiutility di Verona finora ha applicato tariffe più vantaggiose e sul territorio nazionale i milanesi hanno ricevuto più lamentele che consensi»

«In questi giorni, mentre tutti sono distratti dal Coronavirus, nelle segrete stanze, quasi fossero questioni carbonare, stanno avvenendo accordi importanti tra Agsm e la società A2a di Milano, che mira al controllo della municipalizzata veronese. La totale mancanza di trasparenza di queste operazioni che, si vocifera, dovranno concludersi non oltre il prossimo mese di aprile, è l’elemento che suscita i maggiori sospetti». Lo afferma in una nota il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Tzimbar Earde) che aggiunge: «Nessun consigliere comunale a cui ho chiesto chiarimenti ha saputo darmi informazioni e aiutarmi a dipanare i dubbi, che nascono spontanei. Primo dubbio: a cosa dovrebbe servire questa aggregazione. Dalle dichiarazioni del sindaco Federico Sboarina, molto sfuggenti, dovrebbe essere un’operazione a totale vantaggio dei veronesi, che prospetta in futuro mirabolanti utili e dividendi per il Comune, e grandi risparmi in bolletta per i cittadini. Ne siamo proprio sicuri? Il tema delle tariffe gas e ed energia elettrica è di difficile comprensione. Mi rivolgo ad un esperto in materia che analizza attentamente le attuali condizioni di offerta di A2a e Agsm. Conclusione: Agsm finora ha applicato tariffe più vantaggiose ai cittadini rispetto ad A2a. Allora perché dovremmo aggregarci? Per far pagare ai veronesi bollette più care?».

«Quanto ai futuri mirabolanti utili e dividendi per il Comune di Verona – osserva il consigliere – mi pongo questa banale domanda. A2a, secondo il piano, dovrebbe portare nuovi asset all’interno della costituenda nuova società che, a dire del sindaco, aumenterebbe di parecchie volte il fatturato di Agsm e quindi gli utili. Per quale motivo A2a, se ha in mano asset così preziosi, dovrebbe accontentarsi di dividere gli utili tenendosi solo un 30%? Non è forse l’unico vero obiettivo di A2a quello di accaparrarsi il ghiotto pacchetto clienti di Agsm? Perché operazioni simili fatte negli anni da parte di A2a sul territorio nazionale, svanite le promesse iniziali, hanno ricevuto più lamentele che consensi dai rispettivi amministratori locali? L’invito quindi è alla riflessione e alla prudenza – conclude Valdegamberi – prima di consegnare nelle mani altrui questo ultimo patrimonio dei veronesi».

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