Cisl e Uil (ma non Cgil): «56 mila euro per “consenso” su fusione Agsm?»

Aggregazione con A2A e Aim, due sindacati confederali all’attacco del presidente della multiutility Finocchiaro: «Ma non aveva detto che bisogna ignorare i giornali?»

Dodopomani, giovedì 5 marzo, ci sarà un incontro con il presidente Daniele Finocchiaro (in foto) e i sindacati dei lavoratori di Agsm, la multiutility comunale di Verona, intendono presentarsi chiedendo trasparenza a tutto campo. Non soltanto sull’aggregazione con la vicentina Aim e la lombarda A2A, messa in cantiere ma non ancora decollata, ma anche sulle spese già previste che riguardano il progetto. In un comunicato affisso nelle bacheche aziendali alla fine della settimana scorsa, firmato dalle Rsu di Cisl e Uil (ma non della Cgil), si prende di mira in particolare il costo di «56.000 euro» per «creare il consenso» sulla fusione. «Come mai», si chiedono i sindacalisti, «il presidente Finocchiaro, che ha sempre dichiarato che non dobbiamo prestare attenzione a ciò che scrivono i giornali, utilizza forme di comunicazioni pilotate?».

La prima firmataria, Claudia Piccolo della Cisl, dichiara ai nostri taccuini, lapidaria: «E’ grave che Agsm spenda una cifra simile per un’agenzia di comunicazione ricorrendo a una formula, “creare il consenso”, decisamente anomala». L’agenzia in questione sarebbe, secondo informazioni filtrate da Agsm, la Barabino&Partners, una delle più famose in Italia. «Del resto a mio parere personale rappresenta un’anomalia», continua la Piccolo, «anche il fatto che mentre i più grandi player delle utilities in Italia, compresa A2A, si sono sviluppate a livello regionale e sovraregionale a partire da un nucleo fondante, in quest’ultimo caso da Milano e Brescia estendosi ai vari Comuni della Lombardia; qui invece si sta pensando a una fusione, in cui fra l’altro non si cedono quote di società, ma asset».

I lavoratori, spiega la sindacalista, «vorrebbero capire meglio prima di dare un giudizio, che per ora è sospeso. Non siamo contrari all’aggregazione, ma dipende con chi e come. Finora, pur avendoli chiesti, non abbiamo ricevuto documenti che ci fornissero elementi utili a rassicurarci. Al momento c’è solo un accordo fra proprietà (il Comune, guidato dal sindaco di centrodestra Federico Sboarina, ndr), il cda e i sindacati confederali per tutelare gli interessi di cittadini e dipendenti». Non abbastanza, a quanto pare.

(ph: Imagoeconomica)