Riapre l’ospedale di Schiavonia: un blocco dedicato ai contagiati

Il reparto del nosocomio è completamente isolato e conta un totale di 50 letti

L’Ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova, chiuso all’inizio dell’emergenza coronavirus e progressivamente svuotato dei pazienti che vi si trovavano, riaprirà i battenti a breve. La data più probabile è quella del 7 marzo. Lo ha annunciato questa sera l’assessore alla Sanità della Regione Veneto Manuela Lanzarin incontrando, a Padova, la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 6 Euganea.

«L’attività – ha detto l’assessore – si riavvierà progressivamente, fino a ritornare ai livelli operativi usuali, con tutti i suoi servizi. A questi, nell’ambito delle azioni che stiamo individuando con il Presidente della Regione per ampliare i posti letto per i casi di coronavirus in tutta la regione si aggiungerà un servizio prezioso e di vera e propria eccellenza per tutto il sistema sanitario nella lotta e cura al coronavirus».

Si tratterebbe di adibire l’area della week day surgery a degenza per i pazienti affetti da Covid – 19 per un totale di 50 posti letto, che rimarrà operativa per il periodo necessario a superare le problematiche legate al coronavirus. «Ci auguriamo tutti – ha detto l’assessore – che il tempo sia il più breve possibile ma, ora come ora, non sarebbe serio fare previsioni. Né si può essere certi che questi letti, qui come in altri ospedali, serviranno davvero. Auspichiamo di no, ma è un dovere verso tutta la popolazione veneta prepararsi adeguatamente anche allo scenario più negativo».

L’area in questione è collocata al primo piano del blocco C3 e può essere raggiunta dall’esterno con accessi dedicati e completamente avulsi dal resto dell’ospedale, così come in totale isolamento funzionerà l’intera struttura dedicata. Tale blocco è dotato inoltre di impiantistica che funzionalmente può essere separata dalle altre aree, rendendolo di fatto un tutt’uno a sé stante.

«Nessun cittadino e nessun operatore sanitario, tranne quelli dedicati e i malati che verranno eventualmente ricoverati – ha concluso laAssessore – avrà il benchè minimo contatto con quest’area di un ospedale che, quindi, riprenderà la sua attività in totale sicurezza per operatori e utenti».

(ph: adlcobas.it)