Nasce “Bee”: innovativa piattaforma digitale per le PMI

Ideata per l’acquisto 24h di prodotti e servizi italiani, utile soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria che porta ad annullare o rimandare eventi fieristici. L’intervista all’ad di Aries More, Vincenzo Piro

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha portato ad annullare nel mondo i tradizionali eventi B2B; una situazione di criticità economica che spinge a trovare nuove alternative per lo sviluppo del business internazionale. Le piccole e medie imprese italiane, impossibilitate nel confronto tra domanda e offerta, anche a causa dei numerosi eventi fieristici annullati o rimandati, risentono particolarmente della crisi in atto. Da pochi giorni per i buyer esteri è disponibile un innovativo strumento: la piattaforma digitale “BEE”, ideata per l’acquisto 24h di prodotti e servizi italiani. Abbiamo incontrato, in occasione del lancio di “BEE”, Vincenzo Piro, amministratore delegato di Aries More, società che ha ideato e realizzato la piattaforma.

Come è nata l’idea di questa piattaforma?
BEE nasce da lontano, è il frutto della mia esperienza nella gestione di eventi multinazionali in qualità di dirigente di BolognaFiere. È stato proprio lavorando in questo contesto che mi son chiesto, in fiera, quanti dei numerosi incontri che i buyers hanno l’opportunità di fare abbiano un risvolto positivo e quanti si trasformino in contratti. Notando il disinteresse verso il livello di soddisfazione degli espositori, ho deciso quindi di creare questo canale digitale B2B che consenta, attraverso i buyer, di raggiungere le PMI dando loro la possibilità di essere presenti in 72 paesi.

È un progetto B2B rivolto al prodotto italiano, quali sono i benefici di essere partner di questa community e quali i vantaggi per un buyer?
Il vantaggio per gli acquisitori è quello di ottenere, operando comodamente dalla propria sede, di poter incontrare aziende, prodotti e offerte italiane direttamente sulla piattaforma, in una modalità unica e innovativa. All’interno di BEE infatti il buyer incontra un avatar che gli pone delle domande, rispondendo alle quali l’acquisitore ottiene un prodotto, un’azienda e un’offerta che più si avvicinano alla sua richiesta. BEE quindi non è una semplice vetrina. BEE evita dunque all’acquisitore di dover viaggiare per il mondo; riduce inoltre il suo tempo market generando, attraverso la personalizzazione del prodotto, il suo piano di approvvigionamento consentendogli di posizionare virtualmente il prodotto sullo scaffale del punto vendita prima ancora che questo venga consegnato. Quindi, l’acquisitore vive una vera e propria esperienza immersiva. Grazie a BEE, con un clic, l’acquisitore è all’interno del prodotto, ha modo di contestualizzarlo e di vederlo nel suo punto vendita.

Progetti futuri?
Stiamo lavorando per BEE alla creazione di un’interfaccia conversazionale che consenta ai buyer di interloquire, pur non conoscendo la lingua altrui. Quindi, il produttore scriverà nella sua lingua e l’avatar tradurrà direttamente in altre. È un grande passo in avanti per noi e per tutte quelle aziende, che ringrazio e alle quali faccio un in bocca al lupo, che hanno il coraggio di non stare alla deriva ma di venire con noi in mare.

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