Chiese chiuse, vescovo Padova: «Decide lo Stato, emergenza non sarà breve»

Monsignor Cipolla: «Capisco il fastidio e la perplessità dei fedeli, li ho provati anch’io. Ma il decreto è vincolante per tutti i cittadini, credenti o no»

Chiese chiuse, chiese aperte? La decisione «in materia di ordine pubblico e salute spetta allo Stato e non alla Chiesa. E l’emergenza non sarà breve». Queste le parole del vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla in una lettera rivolta ai fedeli. «Lunedì c’è stata una riunione dei vescovi del Veneto, sollecitata anche da me. Eravamo in collegamento con i vescovi dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Il confronto ci ha portati a confermare e riconoscere che in certe materie, come quelle legate all’ordine pubblico e alla salute, la competenza non è della Chiesa ma dello Stato e dei suoi organi istituzionali. Il decreto è quindi vincolante per tutti i cittadini, sia non credenti che credenti di qualsiasi fede».

«A malincuore – spiega ancora il vescovo Cipolla ai fedeli – abbiamo preso atto che non c’erano alternative e che le indicazioni che potevamo offrire alla luce del Decreto Ministeriale erano molto restrittive e dolorose per le nostre comunità e anche per noi. Ci ha accompagnato la percezione, tra l’altro, che l’emergenza non si concluderà in breve tempo. Dunque nessuna celebrazione di messe con le nostre comunità, nessuna convocazione aperta al pubblico, no funerali pubblici, né battesimi, né matrimoni, né attività formative. Alle Chiese, che resteranno aperte per la preghiera personale, si può accedere solo in forma privata e in quelle di maggior frequentazione contingentando gli accessi come ai musei. A noi vescovi è molto dispiaciuto dover prendere atto che non avevamo spazio di manovra».

Il vescovo si mette infine nei panni dei fedeli: «Immagino a questo punto le reazioni infastidite e perplesse di tanti. Le capisco perché ho provato anch’io fastidio e perplessità. Abbiamo condiviso però alcune considerazioni: qualcuno dei presenti ha ricordato che la nostra fede, anche con i suoi tesori più preziosi che intendiamo sempre custodire, si pone al servizio della vita e quindi anche della salute, e non è contro la scienza; altri che siamo parte di un territorio di cui dobbiamo rispettare l’organizzazione e che viviamo in relazione con istituzioni pubbliche e politiche verso le quali liberamente la Chiesa vuole essere leale e onesta collaboratrice; altri che siamo parte di una comunità ecclesiale più ampia della singola parrocchia o del singolo movimento e che si configura come diocesi, come conferenza regionale, come conferenza Italiana».

Fonte: Adnkronos

(Ph Facebook Diocesi di Padova)