Cultura a terra, il pianista sull’oceano web: «Franceschini, se ci sei batti un colpo»

Il maestro Marini per protesta ha organizzato un concerto su Facebook. «Siamo all’assurdo: nelle scuole liriche italiane i cantanti cinesi non vengono più, non si fidano»

«Ci stanno mettendo in croce. Ma non siamo di serie B. Tutti si preoccupano della ristorazione, delle aziende. E la musica e il teatro?». Suona le note dell’amarezza Alessandro Marini. 31 anni di Vicenza, è un maestro accompagnatore lirico al pianoforte, ed è fermo da settimane causa divieti alle manifestazioni pubbliche per coronavirus, con concerti e serate annullate o posticipate. Abituato a viaggiare in Italia e nel mondo, è costretto a restare a Montecchio Precalcino, dove in casa insegna a diversi cantanti lirici del Nord Italia ad allenare la voce. Domenica scorsa si è “inventato” un concerto in diretta Facebook in salotto. Partecipanti: i soprani Cristina Santi di Padova e Anna Consolaro di Arzignano, il mezzosoprano vicentino Floriana Sovilla, il tenore Stefano Spedo da Rovigo e Simonetta Baldin da Vicenza.

Appello al ministro

Il primo appello di Marini è al ministro alle attività e ai beni culturali Dario Franceschini: «Prima di tutto gli dico di farsi almeno sentire. Siccome non c’è traccia di lui, visto che non è mai stato utile alla cultura, in questo momento in cui noi musicisti siamo in grossa difficoltà che dia un segnale. E parlo a nome anche di tutti i teatri del Nord Italia che sono in crisi nera, visto che stanno perdendo quasi un milione di euro al giorno di incassi e di giro stipendi dei lavoratori dello spettacolo perchè è tutto chiuso, La Fenice a Venezia, alla Scala, i filarmonici. Almeno che Franceschini ci dica di non preoccuparci, che si riuscirà a gestire l’emergenza nei migliore dei modi. Insomma che non lasci abbandonata la categoria». Tutto fermo, anche nelle accademie liriche: «Il 29 febbraio dovevo essere a Desenzano, sabato 7 marzo a Bologna nel bellissimo teatro Mazzacurati a dirigere “I puritani” di Bellini (rinviata al 5 aprile), l’8 a Mantova. Nelle accademie liriche si fa alta formazione e perfezionamento per i cantanti lirici di tutto il mondo. Ma il decreto non vieta le lezioni personali, lì non c’assembramento. Il problema è che le accademie sono frequentate prevalentemente da cantanti lirici orientali, da cinesi, che non si fidano più a venire nel Nord Italia e quindi stanno dando disdetta. E’ assurdo».

Il concerto online

Così per far sentire la protesta della categoria e soprattutto la voce del mondo della musica Marini ha organizzato il concerto su fb: «Ho avuto l’idea appena uscito il primo decreto che sospendeva tutto, poi mi sono detto vediamo tra una settimana. Che è stata comunque eterna. A me piace il mio lavoro, piace stare sul palcoscenico ed essere fermo a casa è stata una sofferenza. Così quando il divieto è stato prorogato è stata una mazzata assoluta. Non volevo che passassimo inosservati, della serie “tanto che lavoro è fare il musicista? Resteranno fermi e amen”. Perchè la ristorazione e altre categorie hanno avuto cali, disdette ma hanno la possibilità comunque di restare aperti, come le palestre, le attività commerciali. A noi invece è stato vietato in maniera assoluta di lavorare, è questa la differenza. Capisco la salute pubblica ma ci vuole omogeneità. Volevamo protestare, farci sentire. E il concerto ha avuto grande sostegno, dall’Italia e dall’estero».

«Fateci ripartire subito»

Sui suoi social Marini ha scritto che a loro, ai musicisti, «non sospendono mutuo, affitto, bollette». Italia ingrata: «E’ la patria della cultura tra l’altro e hanno chiuso tutto in maniera indiscriminata, senza criterio. Io ho anche eventi da 100-150 persone, non tutti da 15mila purtroppo: si potevano gestire in qualche modo, 100 è lo stesso numero di persone che c’era al ristorante ieri sera. Così ci stanno togliendo un mese di introiti. Vorrà dire che andrò in Regione o meglio ancora al ministero della cultura a chiedere se hanno bisogno di spazzare per terra, se hanno un lavoretto per andare avanti, qualcosa di alternativo, in attesa di riprendere a fare musica. Non tutti hanno la possibilità di fare spettacoli in streaming. Vanno bene le restrizioni, ma il governo faccia ripartire gli eventi prima possibile. Come per i musei, con numeri limitati, ristretti ma che non si continui a tenere tutto completamente chiuso e bloccato».