Coronavirus: pediatra, sì passeggiate ‘solitarie’

Roma, 5 mar. (Adnkronos Salute) – La regola universale in questi giorni di chiusura delle scuole a causa dell’emergenza coronavirus in Italia è quella di “evitare gli assembramenti e non organizzare feste ‘passatempo’ in casa, o farlo limitando il numero di bambini a 2 o 3, sempre gli stessi di giorno in giorno. Poi si può distinguere fra i bambini che vivono nelle zone rosse o ad alto tasso di diffusione del virus, con quelli che risiedono in aree dove non ci sono stati casi”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Susanna Esposito, presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) e docente di Pediatria all’università di Parma, che interviene nel primo giorno di ‘stop’ alle scuole e di conseguente riorganizzazione della vita familiare degli italiani.
Alcune mamme nelle ormai intasatissime chat di classe propongono di creare dei gruppetti di bambini da far riunire in casa di qualcuno sotto il controllo di una unica baby-sitter, altre famiglie si sono organizzate lasciando i figli alle cure dei nonni, altre ancora hanno la possibilità di lavorare da casa badando allo stesso tempo ai bambini. Sta di fatto che seguire qualche regola anche in queste situazioni consente di contribuire al contenimento dei contagi. “Chi vive nelle aree a rischio, non solo le zone rosse ma anche le Regioni con una diffusione significativa del coronavirus, come ad esempio l’Emilia Romagna – spiega l’esperta – è invitato a rimanere in casa. Sono consentite passeggiate ‘in solitaria’, magari genitore-bimbi, che possano permettere di prendere un po’ d’aria senza organizzare assembramenti. Oltretutto all’aria aperta il rischio di contagio è anche minore: i parchi pubblici pur se molto frequentati, con temperature abbastanza rigide di questi giorni possono essere considerati sicuri. Molto più rischioso giocare insieme in casa, ricreando in qualche modo l’ambiente di una scuola”.
“Le situazioni che ora devono essere evitate – spiega ancora Esposito – sono quelle di promiscuità: mischiarsi in gruppi di molte persone e in situazioni diverse è sconsigliabile. Per i bambini questo è particolarmente vero perché fanno spesso da ‘vettore’ di infezioni, magari anche senza avere sintomi. Portano a casa i germi” e, anche a causa dei loro comportamenti meno ‘igienici’ rispetto a quelli degli adulti, “possono contagiare i genitori o anche i nonni”.
Nonni che in questa situazione entrano in gioco a sostegno di moltissime famiglie: “I nonni ‘over 65’ – ribadisce – per badare ai nipoti in questi giorni particolari devono per forza essere in buona salute, e bisogna anche fare attenzione a quale mestiere fanno i genitori, per evitare che” nel ‘passaggio di consegne’ la mattina, si possano esporre gli anziani a rischi di contagio. In questo momento – conclude – dobbiamo prestare molta attenzione a quanto i nostri comportamenti quotidiani siano promiscui, cosa di cui a volte non ci rendiamo conto”.

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