Coronavirus, virologo Bassetti: «Esagerato chiudere scuole»

Il presidente della Società italiana terapia anti-infettiva: «Impossibile che l’Italia sia la peggiore d’Europa, sui numeri dei morti di Francia e Germania qualcosa non mi torna. O non dicono verità o nostri dati sovrastimati»

«E’ stata una decisione politica e a mio parere esagerata, il comitato tecnico-scientifico non era completamente d’accordo». A parlare all’Adnkronos Salute è Matteo Bassetti, direttore della Clinica delle malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana terapia anti-infettiva (Sita), che commenta la decisione del Governo di chiudere da oggi fino al 15 marzo, tutte le scuole e università in Italia.

«Ad oggi sappiamo che i bambini sono meno colpiti, ma non sappiamo se possano essere dei vettori e portare il coronavirus in casa, dove ci sono nonni magari fragili. La scuola, come tutti sanno, è un ricettacolo di organismi patogeni e quindi, da un punto di vista epidemiologico, può avere un senso interrompere le lezioni, ma il nodo è per quanto tempo – continua Bassetti -. Se ci sono dei tecnici vanno ascoltati altrimenti è inutile. Suppongo che dietro la decisione ci sia anche la necessità di uniformare il percorso delle chiusure degli istituti, altrimenti avremmo una parte di studenti che ha perso settimane di lezione e un’altra che invece ha proseguito il percorso».

Bassetti ha dubbi anche sul numero dei morti dichiarati da altri Paesi come Francia e Germania: «C’è qualcosa che non torna. Mi sto vergognando di quello che i dati stanno fotografando, ovvero che l’Italia sarebbe la peggiore d’Europa. Come è possibile? O i nostri dati sono sovrastimati, ovvero abbiamo messo nel calcolo dei decessi per
coronavirus chi è morto “anche” e non “per” il coronavirus, o Francia e Germania non dicono la verità». E conclude dicendo: «Ora non è più il tempo di fare tamponi a tappeto. Dobbiamo concentrarci sui positivi e sui pazienti gravi».

Fonte: Adnkronos

(ph: Facebook Matteo Bassetti)