«Detrarre dal 730 le vacanze alle terme»

La proposta, partita da Chianciano, è stata accolta anche dai sindaci di Abano e Montegrotto

L’emergenza epidemica in atto in Italia sta mettendo in grande difficoltà il settore turistico di tutto il territorio nazionale, specialmente nelle cosiddette ‘zone rosse’ e nelle aree limitrofe. Ne sono un esempio i 107 alberghi dei comuni di Montegrotto Terme e Abano Terme (Padova), da cui dipendono 5mila lavoratori e oltre 300 milioni di fatturato, e le 1862 attività commerciali attive (ristoranti, bar, negozi e aziende agricole e importanti realtà espositive e museali, per un totale di oltre 7000 addetti e un fatturato complessivo stimato di oltre 500 milioni di euro) che rischiano perdite rilevanti capaci di travolgere rovinosamente il comparto.

“È per questo motivo – spiegano i sindaci dei due comuni, Riccardo Mortandello (Montegrotto Terme) e Federico Barbierato (Abano Terme) – che abbiamo accolto con convinzione la proposta avanzata dal primo cittadino di Chianciano che, soprattutto in previsione del periodo pasquale, ha acceso i riflettori sui danni incalcolabili provocati dall’allarme coronavirus”.

“Condividiamo le preoccupazioni espresse dal nostro collega – spiegano ancora i due amministratori – dal momento che siamo testimoni oculari di una crisi senza precedenti: nel solo settore termale le perdite stimate per il mese di marzo sono pari a 20 milioni di euro, un bilancio che si aggraverà ulteriormente in assenza di adeguate contromisure”.

Il suggerimento al governo è quello di varare alcune detrazioni fiscali per gli operatori colpiti: poter portare in detrazione dal 730, per l’anno in corso e per il prossimo, le spese sostenute per effettuare vacanze nel nostro Paese. Parallelamente sarebbe anche necessario un prolungamento straordinario della Naspi, il sostegno pubblico alla disoccupazione, altrimenti in scadenza per i lavoratori stagionali nei prossimi giorni.

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