Coronavirus: Burioni, ‘contro contagi indiretti pulizia superfici e igiene mani’

Roma, 6 mar. (Adnkronos Salute) – “Un’attenta pulizia delle superfici è cruciale per eliminare il virus”. Altrettanto, o forse ancora di più, è “lavarsi le mani. Ognuno di noi deve sentirsi coinvolto nel tentativo di limitare la diffusione di questo virus. L’esito è (anche) nelle nostre mani”. Lo sottolinea il virologo Roberto Burioni, sul suo sito MedicalFacts, illustrando un primo piccolo studio appena pubblicato su ‘Jama’ (Journal of the American Medical Association) che “inizia a fare chiarezza sulle caratteristiche di trasmissione di questo coronavirus”.
“L’importanza delle mani – spiega – emerge da una piccola serie di casi appena pubblicata sul Jama, in cui sono descritte le caratteristiche di tre pazienti ricoverati a Singapore per forme non particolarmente severe di Covid-19. Per meglio dire, sono state valutate le caratteristiche delle stanze di ospedale in cui hanno soggiornato questi tre pazienti infettati da Sars-Cov-2. Si tratta di stanze di isolamento, con ingresso e bagno dedicati, in cui soggiornavano singolarmente i pazienti in questione. Prima di entrare, tutto il personale sanitario deve vestirsi in modo adeguato e rispettare le misure per ridurre al minimo il rischio di contagio”.
“L’obiettivo dello studio, quindi, era quello di verificare la presenza del virus – prosegue l’esperto – non tanto nel singolo paziente, ma nel luogo in cui si trovava. A tale scopo sono state esaminati alcuni campioni: l’aria presente all’interno della stanza e varie superfici di appoggio (letto, sedia, interruttori, maniglia della porta, lavandino, water e altri) per un totale di ventisei punti diversi”.
L’analisi dei risultati ottenuti, evidenzia Burioni, “ha fatto emergere due elementi interessanti. Il primo è che, dopo la pulizia della stanza, nessuno dei campioni analizzati ha evidenziato la presenza del virus. Questo vuol dire che un’attenta pulizia delle superfici – ribadisce – è cruciale per eliminare il virus. L’altro, a conferma del primo, è che, prima delle pulizie, la presenza del virus non era rilevabile nell’aria quanto piuttosto su molte superfici, incluse tutte quelle citate qualche riga più in su. Tutte aree che possono entrare in contatto con le nostre mani, a conferma dell’importanza della contaminazione ambientale come mezzo di trasmissione del virus”.
“Lo studio ha vari limiti, a partire dal numero esiguo di campioni analizzati, ma evidenzia ancora una volta come ognuno di noi deve sentirsi coinvolto nel tentativo di limitare la diffusione di questo virus. L’esito è (anche) nelle nostre mani”, raccomanda il virologo.

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