«Chiudono i centri anziani ma non le lap dance. Dov’è la coerenza?»

Il consigliere di Vicenza Asproso: «Non voglio fare una polemica moralista, chiedo solo un pizzico di buon senso»

In questi giorni di emergenza da Coronavirus spesso si parla di incongruenze. Non fa eccezione il consigliere comunale di opposizione di Vicenza Ciro Asproso che in una nota mette l’accento sulle varie chiusure e restrizioni. «Per limitare il diffondersi del virus sono stati interdetti i cinema, le discoteche, gli stadi e più in generale, tutti i luoghi affollati ove non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro – spiega -. Da oggi, a titolo precauzionale, sono assoggettati al blocco anche i centri comunitari per anziani, il che creerà non pochi problemi alle famiglie, ma soprattutto agli anziani stessi, che da quei luoghi di aggregazione traggono enormi benefici psicofisici».

Ma ecco il problema: «Sembrerà incredibile, ma a quanto ne so non vi sarebbero limitazioni per quei locali come le lap dance, che saranno pure occasione di svago, ma non si può certo dire che svolgano una funzione sociale. La definizione di lap dance è la seguente: “ballo erotico in cui una ballerina seminuda provoca l’eccitazione degli spettatori coinvolgendoli nel contatto fisico”. Nella variante col palo il contatto non è sempre necessario, ma non v’è dubbio che rappresenti un valore aggiunto».

«Non voglio essere certo io a scatenare una polemica moralista – sottolinea il consigliere -. Infatti, non m’interessa la chiusura dei locali notturni, chiedo solo di valutare con un pizzico di buon senso se la portata di certe prescrizioni, come vietare la briscola al dopolavoro, sia coerente con quanto avviene in altri ambiti molto meno protetti».

(ph: shutterstock)

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