Medici in quarantena, Fp Cgil: «Da Zaia parole folli e irresponsabili»

Ivan Bernini, Segretario generale della Fp Cgil del Veneto, risponde duramente in un comunicato al presidente leghista della Regione Veneto luca Zaia che aveva chiesto di cambiare la legge e consentire ai medici asintomatici ma che sono entrati in contatto con persone contagiate da coronavirus  di uscire dalla quarantena per andare in corsia «Giochiamo a capirci: o qui si rema insieme per affrontare l’emergenza con senso di responsabilità e sobrietà anche rispetto alla comunicazione ed alle procedure, o, diversamente, qui salta tutto. Siamo i primi ad essere preoccupati sui riflessi che la diffusione del virus sta avendo nelle strutture socio-sanitarie della nostra regione, sia per le ricadute che possono esserci sulla capacità di tenuta del sistema sia per la salute dei lavoratori di queste strutture».

«Non abbiamo bisogno né di “prime donne” che ogni giorno lanciano messaggi contradditori né di coloro che usano l’emergenza per specularci qualcosa – attacca Bernini – Abbiamo detto fin dal principio azioni univoche, chiare, no a isterismi e improvvisazioni. Siamo in un periodo di emergenza, migliaia di persone la stanno affrontando con grande sacrificio e senso civico delle loro funzioni pubbliche, sicuramente queste dichiarazioni inaccettabili e fuori luogo accompagnate da talune scelte che qualche azienda si appresterebbe ad attuare, creano solo ulteriore caos e preoccupazione».

«Le disposizioni di questi giorni sono frutto dell’elaborazione del comitato scientifico in seno al Ministero – sottolinea il segretario – . Affidiamoci almeno per una volta alla scienza e a chi ne ha le competenze e nessuno si sostituisca ad essi; questo abbiamo ribadito fin dal principio».

«Lo facciano tutti però. In primis coloro che hanno responsabilità istituzionali e che per autorevolezza hanno un impatto comunicativo sulle persone molto elevato. Se qualcuno ha dubbi sull’efficacia delle disposizioni della comunità scientifica li esprima ad essi, non pubblicamente. Manca solo che i cittadini perdano la fiducia proprio di quei soggetti al quale si affidano in questo momento».

«La follia non è “lasciare a casa i lavoratori ai quali è stato fatto il tampone per l’esposizione diretta a pazienti portatori di virus perché così c’è il rischio di chiudere i reparti”. La follia sta nel chiedere ai lavoratori in quarantena di mettersi a disposizione volontariamente per rientrare al lavoro in assenza di sintomi – aggiunge Bernini-. Tanto più folle in un quadro di incertezza rispetto alla stessa conoscenza del virus ed alla sua alta capacità di trasmissione.

«Alcune affermazioni figlie della pressione ci possono stare e sono comprensibili – conclude
ma adesso basta così. Se l’obiettivo è reggere questa fase, e per noi questo è, ci appelliamo a maggior responsabilità. Se cambieranno le regole tutti si atterranno come fatto finora. Ma finché le disposizioni sono quelle evitiamo di improvvisare rischiando di fare ulteriori danni».

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