«Sistema sanitario calabrese rischia crollo. Situaizone gravissima »

Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello ai parlamentari calabresi

“Rivolgiamo ai parlamentari calabresi un appello affinché, approvato il piano straordinario di
assunzioni nella sanità da parte del Consiglio dei ministri, si facciano carico di porre immediatamente e con forza all’attenzione del governo la difficilissima situazione della nostra regione. In Calabria
il sistema rischia di crollare. E della massima urgenza, infatti, intervenire per scongiurare il rischio di un crollo del sistema sanitario calabrese sotto il peso di un’eventuale diffusione del contagio del coronavirus“. Lo scrivono in una notta i segretari generali calabresi di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.

La situazione è gravissima – aggiungono -, solo per citare alcuni casi di questi giorni: chiude la Pneumologia a Castrovillari; a Locri la tenda pre-triage installata dalla Protezione civile è priva di
personale perché medici e infermieri dell’ospedale fanno già i salti mortali e ieri un caso sospetto, per fortuna risultato poi negativo, è finito direttamente in Pronto soccorso“. Servono, aggiungono i leader sindacali, “posti letto in terapia intensiva ed è a rischio la tenuta dei Pronto soccorso”, e invece “si licenzia il personale precario che ha garantito il funzionamento di importanti servizi, perdendo posti di
lavoro e competenze acquisite sul campo”.

All’ospedale di Reggio Calabria, aggiungono, “dove si registra il secondo caso di coronavirus, è stata bloccata la proroga di quaranta contratti a termine per gli infermieri”, e “c’è, inoltre, l’esigenza di garantire la sicurezza del personale sanitario, messo a dura prova già in condizioni ordinarie”. Per “queste ragioni – concludono – chiediamo ai parlamentari che rappresentano i nostri territori un intervento deciso e immediato presso il governo per evitare l’aggravarsi di una situazione già molto compromessa”.

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