Virus, la differenza fra mortalità e letalità

Bianchi, ricercatore CNR, pone un importante distinguo tra due parole spesso usate “a sproposito”

«Le parole sono importanti. Tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia. Tasso di mortalità, è il rapporto tra il numero di morti sul totale della popolazione media presente nello stesso periodo di osservazione (e non sul numero di malati)». Così Fabrizio Bianchi, ricercatore CNR su  Scienza in rete.

«Quindi parlare mortalità del 2 o 3% per il Covid-19 senza dire che cosa è il 100, è un errore macroscopico e non può che generare disorientamento, confusione, paura: si pensi che la mortalità per tutte le cause nel Nostro Paese è circa 1 su 100 abitanti. La distinzione tra tasso di letalità e tasso di mortalità non è semantica ma sostanziale sia per fare chiarezza sull’impatto nella popolazione sia per decidere azioni di sanità pubblica» scrive Bianchi.

«La così detta letalità, una abbreviazione usata per il tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia. Questa misura di incidenza, basata cioè sul numero di nuovi casi, è strettamente dipendente dalla finestra temporale di osservazione, giornaliera, settimanale, mensile e cumulativa se si sommano i casi osservati dal primo giorno – prosegue – È diffuso l’errore di confondere il tasso di letalità con quello di mortalità, che è concettualmente diverso e porta a risultati molto diversi, in quanto mette a rapporto il numero di morti sul totale della popolazione media presente nello stesso periodo di osservazione (e non sul numero di malati). Quindi parlare mortalità del 2 o 3% per il Covid-19 (ne sono pieni i giornali) senza dire che cosa è il 100, è un errore macroscopico e non può che generare disorientamento, confusione, paura: si pensi che la mortalità per tutte le cause nel Nostro Paese è circa 1 su 100 abitanti».

«Per il Covid-19 siamo di fronte a un fenomeno a discreta letalità e bassissima mortalità. Questo è tanto più vero quanto più si contiene la diffusione del contagio che se invece proliferasse darebbe luogo sia a più casi di morti, aumentando i contagiati. E questo giustifica l’approccio precauzionale, anche se nelle decisioni occorre inserire molti altri elementi. La distinzione tra tasso di letalità e tasso di mortalità non è semantica ma sostanziale sia per fare chiarezza sull’impatto nella popolazione sia per decidere azioni di sanità pubblica». LEGGI QUI L’ARTICOLO COMPLETO