Conte conferma il decreto: isolate Lombardia e 14 province. L’ira di Brugnaro: «Non mi hanno avvisato»

Il premier: «Inaccettabile la diffusione della bozza non definitiva». Venezia, Padova e Treviso fra le zone da cui non si potrà entrare e uscire. Ristoranti e bar aperti solo dalle 6 alle 18

IL TESTO DEL DECRETO

«E’ successa una cosa inaccettabile: la bozza di un decreto del governo l’abbiamo letta sui giornali». Poco dopo le 2 del mattino il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha iniziato la conferenza stampa lamentando la diffusione di ieri sera sulla stampa della versione non definitiva del nuovo decreto in vigore da oggi 8 marzo, che prevede la creazione di nuove zone sottoposte a divieti di accesso e mobilità: l’intera Regione Lombardia e le Province di Moderna, Parma, Reggio Emilia, Modena, Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbania-Ossola, Vercelli e per quanto riguarda il Veneto le Province di Padova, Treviso e Venezia. Le misure restrittive prevedono «il vincolo di spostamento per le persone fisiche» in entrata e in uscita nei territori indicati, salvo «comprovate esigenze lavorative, di estrema necessità o per motivi di salute». Per tutti coloro che hanno sintomi con febbre superiore ai 37,5 gradi «è fortemente consigliato di restare nel proprio domicilio a prescindere dal risultare positivi o meno» al Coronavirus. Divieto assoluto di mobilità dalla propria dimora per i positivi.

Sull’intero territorio nazionale confermata la sospensione delle lezioni scolastiche e universitarie e tutti gli eventi di ogni tipo, inclusi gli spettacoli musicali cinematografici e teatrali, ad eccezione di quelli sportivi come giochi olimpici o partite nazionali o internazionali a porte chiuse. Nelle aree soggette a maggiori restrizioni saranno consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6 alle 18 nel rispetto della distanza di almeno 1 metro con la sanzione di sospensione in caso di violazione. Sospensione anche per i pub, scuole di ballo, sale scommesse e bingo, discoteche, musei.

«Stiamo affrontando un’emergenza nazionale senza sottovalutarla», ha dichiarato il premier, «per contenere il contagio ed evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere. Con questo nuovo decreto non abbiamo più le zone rosse a Vo’ e nel Lodigiano». Conte ha concluso con un appello agli italiani a pensare soprattutto «ai nostri nonni, i più esposti» al contagio.

Le reazioni alla bozza non si sono fatte attendere: a Milano la stazione ferroviaria è stata presa d’assalto nel panico generale da chi ha tentato di uscire dalla Lombardia per far ritorno nelle altre regioni. Sul fronte politico, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha protestato sui suoi canali social contro il governo: «Nessuno mi ha avvisato, mi sembra sbagliato comportarsi in questo modo».

 

(ph: Imagoeconomica)

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