Zone rosse, è coprifuoco: locali chiusi alle 18, shopping “a turno”

Sono molte le norme altamente restrittive contenute nel nuovo decreto del governo. Coivolte Padova, Venezia e Treviso

Apertura delle attività di ristorazione e dei bar dalle 6 alle 18, con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione”. E’ una delle norme previste dal nuovo decreto emanato nella notte dal governo Conte, riguardanti le “zone rosse”, tra cui le provincie venete di Padova, Venezia e Treviso.

Nel testo si fa divieto di permanere nei pronto soccorso e vengono limitate anche le visite ai parenti ricoverati negli hospice. Le attività sportive vengono limitate a quelle durante le quali è possibile stare a distanza. Divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione (si viene puniti con le norme del codice penale) per chi è sottoposto alle misure di quarantena. Centri commerciali chiusi nel fine settimana. Ingressi filtrati nei feriali. La chiusura non vale per le farmacie , le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari. Anche in queste strutture va però fatta rispettare con scrupolo la regola della distanza di un metro altrimenti il prefetto può disporre la chiusura della struttura. Viene prevista la chiusura degli impianti sciistici, delle palestre e delle piscine. Chiuse discoteche, scuole da ballo, sale bingo, sale scommesse. Vietati i grandi eventi pubblici.

L’articolo 2 del Dcpm (Decreto della Presidenza del Consiglio) fa un richiamo esplicito al ruolo del prefetto come “vigilante” delle misure prese. Chi non rispetta le norme sarà colpito da una multa di 206 euro e soprattutto da una condanna fino a tre mesi di carcere.

Sul fronte del lavoro accelerare sullo smart working per consentire a quanti più lavoratori possibili di restare a casa. Per chi invece svolge lavori fisici il lavoro è consentito a patto che le imprese distanzino i loro collaboratori e adottino tutte le misure possibili che evitino la diffusione del virus. Si chiede ai datori di lavoro e ai lavoratori, se possibile, di anticipare periodi di ferie o di smaltire quelle pregresse. In quest’area tutti i concorsi sono rinviati ad eccezione di quelli del personale sanitario o di quelli che prevedono la valutazione del candidato solo sulla base di curricula. Totalmente ferma l’attività didattica anche delle Università. Questo significa che studenti e professori resteranno a casa mentre bidelli e segretari terranno aperte le scuole.

Medici e infermieri devono tornare tutti al lavoro senza eccezioni: ferie e permessi vengono revocati a quanti vengono ritenuti necessari per la gestione delle unità di crisi costituite a livello regionale. Confermate le misure restrittive anche in materia di celebrazioni religiose.

(Ph Shutterstock)