Confindustria Treviso-Padova: «Dimissioni governo». Carraro: «Misure inevitabili»

«Contestiamo duramente l’improvvisazione e l’imprudenza con cui ieri è stata gestita la definizione del decreto con il rincorrersi di bozze e indiscrezioni che hanno creato disinformazione e allarme nella comunità veneta e nazionale e nelle relazioni anche internazionali di persone ed imprese, dando palese dimostrazione di incapacità nel gestire l’emergenza e le sue implicazioni. Lo consideriamo il modo più sbagliato di affrontare una fase indubbiamente difficile». Lo affermano in una nota Massimo Finco e Maria Crfistina Piovesana, della presidenza di Assinfustria Venetocentro, cioè rappresentati degli industriali di Padova e Treviso, due delle zone rosse in Veneto in base al nuovo decreto.  «Questo Governo ha dimostrato di essere inadeguato a gestire una emergenza di questa portata e di non avere il profilo di autorevolezza indispensabile a garantire la tenuta del nostro Paese e la sua credibilità internazionale. Per il bene di tutti il Governo si dimetta, si dia spazio ad un Governo istituzionale che si assuma la responsabilità di portare il Paese fuori da questa emergenza».

«Stiamo attraversando un momento particolarmente impegnativo, come cittadini e come imprenditori che hanno nel dna la connessione e l’apertura al mondo – dichiara Massimo Finco -. Una situazione senza precedenti che ha determinato gli ultimi drastici provvedimenti del Governo e che richiede a tutti senso di responsabilità, ma anche evitare azioni maldestre e improvvisazioni che generano stati di ansia autolesionisti e controproducenti e che ci stanno isolando. Ascoltare la scienza per tutelare la salute pubblica è senz’altro una priorità. Ma al contempo la politica ha il dovere di fare sintesi e di tutelare anche le ragioni dell’economia senza la quale diventa a rischio anche la tutela della salute. È necessario quindi tutelare anche le nostre straordinarie imprese e i loro collaboratori che, insieme, tengono in piedi il Paese e stanno dando nelle circostanze avverse un esempio di serietà e di resistenza. Non possiamo correre il rischio di distruggere il tessuto socio-economico del Nord produttivo. L’improvvisazione con cui è stata gestita questa emergenza motiva la nostra richiesta di un cambio di passo e di una guida istituzionale salda e sicura che accompagni il Paese fuori dall’emergenza sanitaria ed economica. È indispensabile un grande piano di rilancio di immagine e reputazione del nostro Paese nel mondo. Come sistema associativo – conclude Assindustria – e come imprese siamo pronti a sostenerlo».

A gettare acqua sul fuoco ci pensa in serata il presidente di Confindustria del Veneto Enrico Carraro (in foto) : «Siamo in emergenza sanitaria, serve responsabilità comune e regole chiare per garantire l’indispensabile continuità produttiva e la mobilità dei lavoratori e delle merci», dichiara Enrico Carraro, presidente di Confindustria del Veneto: «L’estensione della zona rossa anche alle tre province di Padova, Venezia e Treviso è una misura senza dubbio forte, che non è stato possibile scongiurare ma che ha il condivisibile obiettivo di contenere la diffusione del contagio e di evitare il collasso del sistema sanitario nazionale. Tuttavia, in momenti come questi la chiarezza è un fattore indispensabile, per tranquillizzare cittadini e imprese. Mi auguro che, a stretto giro, vengano forniti tutti i chiarimenti interpretativi e le linee guida ai Prefetti affinché sia indiscutibile che nel riferimento alle comprovate esigenze lavorative, contenuto nel decreto, rientrino tutte le attività di impresa, non determinando quindi alcun blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tanto meno del blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per le zone rosse. È indispensabile infatti garantire continuità produttiva e lavorativa, pur sottoposta a stringenti regole e necessari controlli, a cui non ci sottrarremo».