Dopo Salvini e Fedriga Zaia si accoda: «Zona rossa in tutta Italia»

Il presidente del Veneto: «Non escludo restrizioni più gravi nei prossimi giorni»

«L’Italia diventi tutta zona rossa». Lo hanno chiesto prima Matteo Salvini e Matteo Renzi e poi il presidente leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante il punto stampa a Trieste sull’emergenza coronavirus. «Ho proposto al Governo che vengano prese misure fortissime e uniformi di contenimento su tutto il territorio nazionale – ha spiegato -. Meglio un periodo in cui ci siano delle restrizioni serie ma si vada al risolvere il problema, piuttosto che portare avanti l’agonia e strozzare il sistema economico oltre che ovviamente quello principale che è il diritto alla salute dei cittadini».

«Al contempo ci devono essere forti misure di iniezione di liquidità per far sì che imprese, liberi professionisti e qualsiasi lavoratore non paghi le tasse in questo periodo, non rientri dai prestiti in questo periodo, perché dobbiamo far sopravvivere l’economia – ha aggiunto Fedriga -. Se si va avanti con l’incertezza non aiutiamo l’economia ma rischiamo di trascinare questo sistema avanti nel tempo e rischiamo di mettere in ginocchio l’economia oltre che mettere a rischio la salute. E’ meglio che tutta l’Italia diventi zona rossa per un periodo limitato di tempo, ma che il problema si affronti e si risolva. Servono misure unitarie e forti».

A conclusione del videocollegamento con la sede della Protezione Civile a Roma a cui hanno preso parte i presidenti delle altre regioni italiane, il governatore del Veneto Luca Zaia si accoda: «Ho chiesto che le norme possano essere uniformi da Nord a Sud, perché questa situazione a macchia di leopardo non può dare i risultati sperati. Escludo che nei prossimi giorni ci possa essere un alleggerimento delle restrizioni decise, non posso escludere invece che ci possa essere un aggravamento delle stesse».

(ph: imagoeconomica)