BpVi, richiesta danni milionaria a Bankitalia e Consob

Alcuni imprenditori veneti che figuravano tra i primi venti soci chiedono la condanna dei due istituti di vigilanza

Alcuni imprenditori veneti, che figuravano tra i primi venti soci della Banca Popolare di Vicenza, hanno chiesto ai tribunali civili di Vicenza, Venezia e Padova di condannare Bankitalia e Consob per «omessa o negligente vigilanza». Lo riporta Angela Pederiva sul Gazzettino in edicola oggi citando fra tutti la richiesta danni più importante cioè quella del re delle calzature Renè Fernando Caovilla e la sua azienda Caovilla 1899 rispettivamente per 14 e 4 milioni di euro. L’industriale veneziano contesta a Bankitalia di aver omesso di vigilare «sul contenimento del rischio, sulla stabilità patrimoniale e sulla sana e prudente gestione della Banca vicentina» e a Consob «sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti della stessa, compito finalizzato anche alla tutela degli investitori, omissioni ancor più gravi in quanto intervenute in un periodo nel quale erano stati lanciati dalla predetta Banca vicentina consistenti aumenti di capitale».

Gli altri imprenditori che avrebbero mosso considerazioni analoghe sono i padovani Roberto Sbettega, Vittoria Rampazzo, Rino Schiavon, Lucia Carraro, Luciano Schiavon, Adriana Chierchia, Maurizio Tamborin, le ditte Nord Inox e Steelway, i vicentini Paola Corrà, Massimo Vicentini e Maria Teresa Corrà.

(ph: shutterstock)

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