Bibione, don Andrea in furgoncino dai fedeli: «Preghiamo la Madonna contro la paura»

Il prete della parrocchia di Santa Maria benedice su strada: «C’è bisogno di stare vicino alla gente. E per fortuna che ci sono i social network»

«Maria si pone pellegrina tra le nostre strade, le nostre case e dentro i nostri cuori». Nell’emergenza Coronavirus, con l’Italia intera in zona protetta, don Andrea Vena, responsabile della parrocchia di Santa Maria a Bibione, ha trovato un modo per portare la benedizione alla gente. Non potendo celebrare le messe in chiesa nè altre cerimonie che comportino assembramenti, da stamattina gira per le strade e le piazze di Bibione a bordo di un Ape, con un autista volontario della parrocchia, portando così la statua della Madonna, la patrona del Comune veneziano, tra la gente. «Una volta c’erano le rogazioni, oggi ci sono le processioni – racconta don Andrea – adesso però dobbiamo evitare ogni cosa e così ho pensato di portare una preghiera. Con l’Ape ci fermiamo dove incrociamo le persone, lungo il marciapiede e sulle strade, e soprattutto davanti alle case degli anziani, che vengono portati fuori con la sedia quando passiamo, per ricevere la benedizione. E’ un modo per accarezzare i cuori della gente». Su fb, don Andrea ha postato il percorso del furgoncino e la gente, come spiega, lo attende: «Mi scrivono, mi chiedono a che ora passo. Sto pensando anche a qualche altra iniziativa. Nell’emergenza stiamo facendo tutto in diretta Facebook. Il rosario e la messa la mattina, ripresa dal canale di Media 24 in diretta televisiva e trasmessa sul 606, e poi sempre su fb alle 15 un altro momento di preghiera: ogni appuntamento ha tra le 2mila e le 5mila visualizzazioni. C’è bisogno di stare vicini alle persone e Facebook si sta rivelando un mezzo provvidenziale in questo momento».

Messaggio di fiducia e prudenza

Ai fedeli e comunque ai cittadini il parroco di Bibione ci tiene a mandare un messaggio: «Innanzitutto di fiducia e poi, come chiedono i medici e il governo, di prudenza. Restiamo a casa. Da oggi ho chiuso il bar parrocchiale in oratorio esponendo la locandina “io resto a casa”. La chiesa invece è aperta dalle 7 alle 19: ci si può andare sempre, io sono lì visto che non posso fare altro, non posso andare dagli anziani e dai malati, anche se questi li sto chiamando al telefono uno per uno ogni giorno, mi sono preso l’impegno per mantenere un contatto». Don Andrea nella gente ha visto anche la paura: «Soprattutto negli anziani. Anche per strada ho visto tanti occhi preoccupati e lacrime nel vedere la Madonna, la gente intuisce la gravità della situazione». Il tutto comunque nel rispetto dei divieti: «Prima di partire con l’Ape e la statua della Madonna ho avvisato la polizia locale e ho chiesto un parere al sindaco, con questa formula, mi ha detto, non avrei creato problemi. Faccio qualche sosta nel percorso ma non creo mai assembramenti. Mi muovo con un Ape elettrica e la gente che ci incrocia è attenta, rispetta le distanze. Io non scendo mai dal furgoncino, non mi avvicino e nemmeno l’autista. In parrocchia è tutto sospeso, un deserto. Non possiamo portare aiuto agli anziani, nemmeno la spesa a domicilio, per prudenza abbiamo pensato di sospenderla, potremmo essere noi a portare il virus a loro, ma così con la benedizione siamo comunque vicini in questo momento difficile».