Addio a Suor Germana: quando cucinavano gli angeli

Martina Consolaro era nata a Durlo, nel Vicentino, nel 1938. Era conosciuta in tutta Italia per i libri di cucina e le trasmissioni tv

Morta Suor Germana, amatissima autrice di libri di cucina e volto televisivo. Al secolo Martina Consolaro, era nata a Durlo di Crespadoro nel 1938 e aveva abbandonato la vita laica, a 19 anni, prendendo i voti presso le suore del Famulato Cristiano (abbandonato all’inizio degli anni Novanta, prima di entrare nell’Ordo Virginum). Come racconta Il gambero rosso, Martina aveva iniziato giovane a lavorare, impiegata come domestica presso una famiglia torinese già all’età di quattordici anni. E non per caso, intraprendendo la via clericale, si era unita all’ordine che tutela le giovani lavoratrici. La congregazione la affidò presto all’insegnamento, col compito di raccontare le basi della cucina e dell’economia domestica, e fornire ricette utili nella vita di tutti i giorni per le giovani coppie. Il suo ruolo la portò a riflettere sul senso spirituale della cucina: “La convivialità è un’espressione di comunione, cucinare è un gesto d’amore nel quale la famiglia si riconosce. E dunque: ‘Ditelo con un piatto!’”, spiegava con tono sempre pacato alle ragazze che frequentavano le sue lezioni al Punto Familia di Torino “Stare a tavola è un momento importante, regalatevi una colazione insieme al mattino”.

Il primo libro – Quando cucinano gli angeli, pubblicato nel 1983 da Piemme – la ritraeva sorridente in copertina: fu un successo, ristampato oltre 30 volte, tradotto in 16 lingue e adattato in video. E determinò la fortuna, anche televisiva, degli anni a venire, con la pubblicazione di almeno una quarantina di altri ricettari e libri a tema gastronomico, tra cui l’altrettanto celebre Agenda di Suor Germana, edita con cadenza annuale a partire dal 1987, e presente in molte cucine casalinghe (come pure i 15 volumi in dispense In cucina con Suor Germana, del 1997). Ma arrivarono anche Le buone ricette dei conventi, La cucina per chi ha fretta e il manuale per preparare in casa Marmellate, conserve e liquori. E tutti, uno dopo l’altro, tra gli anni Ottanta e i Novanta, i libri di Suor Germana si confermavano best seller da milioni di copie vendute. Il suo successo, del resto, fu determinato proprio dalla capacità di parlare in modo diretto con i lettori, affrontando questioni pratiche e problemi comuni a chi deve arrabattarsi tra cucina e impegni quotidiani: la cucina facile di suor Germana, la cucina per chi ha fretta, i bambini in cucina, i “miei primi piatti”, con illustrazioni e foto ricette da seguire passo passo per preparare e presentare “magnifiche ricette”. Un po’ manuali per la perfetta accoglienza degli ospiti, un po’ dispense di buoni consigli per ritrovare il piacere di mettere le mani in pasta, come nel caso del Pane dell’anima, edito nel 1997. E più in generale un inno alla cucina casalinga e alla condivisione della tavola in famiglia, con le ricette delle feste, le buone paste italiane e le carni in tutte le salse.

Negli ultimi anni, Suor Germana si era ritirata a vita privata, toccata anche da un brutto periodo di depressione, da cui si risollevò iniziando nuovamente a scrivere ricette: poche sporadiche apparizioni televisive, l’ultimo libro nel 2016, in realtà una riedizione De Agostini per celebrare 30 anni di cucina casalinga secondo la religiosa, che si è spenta lo scorso 7 marzo a Caidate di Sumirago (Varese). Con la fama, arrivò anche una rubrica fissa su Famiglia Cristiana, ma la religiosa è stata molto amata pure dalla tv, spesso presente in trasmissioni Rai per tutta la famiglia (in Rai è arrivata per la prima volta con Edoardo Raspelli, ai tempi di Che fai, mangi? Con Enza Sampò), da I fatti vostri a Uno Mattina e Mi manda Lubrano, impegnata in tempi non sospetti nella lotta allo spreco attraverso un’intelligente cucina degli avanzi. Moderno anche il suo approccio anticonformista rispetto allo stereotipo della famiglia cristiana: sin dai primi passi nel mondo dell’insegnamento presso la scuola per fidanzati, dimostrò sempre grande forza nel ribadire la parità dei generi in famiglia – a partire dalla cucina: “in collaborazione è possibile cucinare bene, senza spendere troppo e in modo genuino” – e nella società, con “parità di diritti e parità di rovesci” per uomo e donna.

 

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