Il coronavirus ferma il campionato. L’ultima volta c’era la guerra

Ieri il decreto del governo ha sancito lo stop ad ogni manifestazione sportiva. Oggi il Consiglio Federale voterà la sospensione del campionato

Nel pomeriggio di ieri lo sport italiano prende una decisione storica: ci fermiamo, niente eventi, gare, partite fino al 3 aprile. Contestualmente viene chiesto al governo un decreto per «ottemperare» a questa decisione. Decreto che arriva in poche ore: la svolta per l’«Italia zona protetta» cancella le norme che prevedevano la possibilità di giocare a porte chiuse. Porte chiuse che sono ormai uno scenario superato dagli eventi e dal ritmo spietato della crescita dei contagi e delle vittime da coronavirus nel nostro paese. I presidenti delle federazioni degli sport professionistici e/o di squadra, calcio in primis, si sono schierati all’unanimità per la linea della sospensione di tutti gli eventi, integrata dalla richiesta, esaudita in serata, di un intervento del governo per coprire giuridicamente la decisione.

Il consiglio federale straordinario di oggi voterà per la sospensione, ma stavolta il governo ha di fatto già deciso assumendosi tutte le sue responsabilità: salteranno due giornate di campionato, il terzo weekend era già occupato dagli impegni per le amichevoli della Nazionale con Inghilterra e Germania, anche queste a fortissimo rischio. Per ora, si discuterà tenendo come rotta la scadenza del 3 aprile. Quindi immaginando di poter da allora ricominciare a giocare. Altri scenari, compreso quello di non riuscire a portare a compimento la stagione, sono ancora tutti da studiare.

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