Accademia della Crusca: «Si dice lavoro agile, non smart working»

Il presidente Marazzini: «Le conseguenze linguistiche di una crisi possono essere le più imprevedibili»

Il professore Claudio Marazzini, presidente dell‘Accademia della Crusca, esprime il suo apprezzamento a tutti coloro che usano il termine “lavoro agile” al posto di “smart working“. «Le conseguenze linguistiche di una crisi possono essere le più imprevedibili – spiega -. Pur nel contesto tragico, una soddisfazione è giunta inattesa al gruppo Incipit, il nucleo di linguisti collegato alla Crusca impegnato nel suggerire equivalenti italiani delle parole straniere che rischiano di entrare nella comunicazione pubblica. Una delle misure indicate come utili per contrastare l’epidemia è infatti il lavoro svolto da casa per via telematica, cioè quello che in inglese si chiama smart working, espressione che Incipit aveva suggerito di ribattezzare lavoro agile».

«Nei vari interventi pubblici più recenti, le due denominazioni si stanno affrontando con alterne fortune, ma lavoro agile pare reagire bene: è stato adoperato – rileva Marazzini – da parlanti qualificati e dotati di prestigio, e risulta assumere persino una posizione di vantaggio statistico sull’avversario inglese, a cui pure molti restano fanaticamente abbarbicati. La lotta senza quartiere al virus diventa anche il teatro della competizione tra queste due forme linguistiche».

Fonte: Adnkronos

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