600 mila euro per promuovere il Veneto: ma per quali turisti?

Previsto un fondo per il rilancio promozionale della Regione. Forse è meglio concentrare lo sforzo finanziario sulla sanità

Stringiamoci a coorte, ognuno a casa propria: un dovere di tutti per contenere il Covid 19, altrimenti saltano i reparti di rianimazione negli ospedali. Ma a maggior ragione perchè l’affanno della sanità, anche in Veneto, avrà un impatto disastroso sulle finanze regionali, è altrettanto doveroso non buttare i soldi pubblici dalla finestra. Mentre l’ente guidato da Luca Zaia dovrà affrontare la spese per nuove assunzioni di medici, infermieri, operatori e strumenti sanitari, nelle pieghe della variazione di bilancio approvata dalla giunta di centrodestra (nella foto con Zaia, a sinistra, il vicepresidente con delega al bilancio, Gianluca Forcolin) spuntano 600 mila euro per la promozione e valorizzazione del turismo.

Ora, ci auguriamo tutti che il periodo di “protezione” che ha semi-chiuso l’Italia termini il più presto possibile. Ma ci auguriamo altresì che la previsione di un fondo per far tornare i turisti italiani e soprattutto stranieri possa essere rivista. Non perchè non sia sottoscrivibilissima, anzi sacrosanta l’intenzione di rianimare in futuro la prima voce del Pil regionale, ma perchè realismo impone di essere coscienti di un fatto molto semplice: finchè il virus non sarà debellato, ovvero quando di malati non ce ne sarà più neanche uno e i contagi non calderanno drasticamente, nessuno metterà verosimilmente piede in Veneto, come del resto nelle altre aree a maggior diffusione.

Lo faceva notare già l’altro giorno il segretario della Cisl, Gianfranco Refosco, su queste colonne: che senso ha mettere quattrini su un’attività a vuoto? Anche con tutta la buona volontà e bravura degli influencer assoldati da Zaia, non ci sarà campagna pubblicitaria che tenga. Meglio per ora concentrare tutte le risorse nella trincea dell’emergenza. Anche perchè, se il buongiorno si vede dal mattino, chiamare “Viral Veneto” il canale con tutte le notizie certificate dalla Regione, con un gioco di parole sulla viralità web che suona leggermente sinistro, non promette niente di buono.