Borsa, la giornata più drammatica: Milano perde il 16,62% 

Il calo peggiore dal 1998, dalla creazione del paniere principale dopo l’acquisizione di Borsa italiana da parte di Londra

Il calo peggiore dal 1998, ovvero dalla creazione del paniere principale dopo l’acquisizione di Borsa italiana da parte di Londra. L’indice Ftse Mib crolla in chiusura arrivando al -16,62% e superando il ribasso successivo al referendum Brexit nel giugno 2016 quando perse oltre il 12%.

Contengono le perdite sotto gli undici punti percentuali solamente Diasorin (-8,85%) e Ferrari (-10,26%). I ribassi più ampi sono quelli di A2A (-19,04%), Amplifon (-19,45%), Atlantia (-22,23%), Azimut (-15,89%), Banco Bpm (-16,7%), Bper (-17,75%), Campari (-16,11%), Cnh Industrial (-17,2%), Enel (-19,85%), Eni (-18,11%), Fca (-17,86%), Ferragamo (-15,79%), Hera (-17,48%), Intesa Sanpaolo (-17,78%), Juventus (-17,97%), Leonardo (-22,15%), Mediobanca (-18,69%), Nexi (-19,5%), Pirelli (-17,73%), Poste Italiane (-22,03%), Recordati (-16,46%), Snam (-19,18%), Telecom Italia (-18,47%), Ubi Banca (-19,45%), Unicredit (-17,26%) e Unipol (-17,5%). Il cambio euro/dollaro scende sotto quota 1,11, mentre lo spread tra Btp e Bund sale sopra i 261 punti base.

(ph: shutterstock)

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