«Provvedimenti per 25 miliardi: sanità, famiglie e agevolazioni fiscali»

Baretta, sottosegretario all’Economia e candidato sindaco a Venezia, spiega in un video la “manovra anti-coronavirus”

«Abbiamo preso una decisione: si era partiti da 3,6 miliardi, poi si era saliti a 7,5 ma adesso si è deciso di chieder l’autorizzazione per 25 miliardi di euro. Ciò dimostra sia la gravità del problema, sia la determinazione con cui intendiamo combatterlo». Così Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia e candidato sindaco a Venezia, in diretta social sulla pagina Facebook del Partito Democratico veneto.

«Prima di tutto la tutela della sanità: dobbiamo dare una mano a medici e infermieri che stanno agendo con abnegazione e professionalità straordinaria, e vogliamo farlo con un supporto concreto: circa 2 miliardi per attrezzature, macchinari, ma anche per il personale, per le ore di straordinario e per assunzioni, sia pure a tempo. La prevenzione sanitaria è la prima cosa. – spiega Baretta – (…)Vogliamo estendere la cassa integrazione guadagni a tutti i settori, in deroga: anche per quelli che non ce l’hanno, e penso al settore alberghiero e turistico in senso lato, alle spiagge del nostro territorio. Poi vogliamo aiutare le famiglie: i ragazzi sono a casa, e quindi i genitori devono poter stare con loro. Ecco quindi i congedi parentali, o i voucher, per gestire chi deve stare con loro ma anche lavorare».

«E poi le imprese: decideremo -aggiunge – la sospensione dei pagamenti, alcuni scadono tra pochi giorni penso al versamento Iva del 16 marzo. Ma penso anche ai mutui: decidiamo anche che il loro rientro sia graduato nel tempo, e che sia rateale perché non ci sia aggravio. Guai se succedesse che quando abbiamo superato l’emergenza le imprese e le famiglie fossero troppo gravate dal dover rientrare dalle sospensioni che decidiamo adesso. Contemporaneamente sospenderemo i contributi previdenziali sui vari settori perché ci sia un alleggerimento e soprattutto intervento sulla liquidità. Al tempo stesso è necessario occuparsi di tutte le categorie di imprese e di lavoratori, penso quindi a quelle piccole, sotto i 5 dipendenti, che oggi non hanno particolari tutele: per loro ci sarà la possibilità di cassa integrazione e di integrazione salariale di cui non godono. Ma attenzione: c’è anche la fascia professionale dei singoli lavoratori autonomi. Anche per loro pensiamo a un indennizzo sulla base del fatturato che perdono, ed è misurabile, in questa situazione di crisi. Anche chi non riuscisse a misurare il fatturato, per condizioni particolari, avrà la possibilità di utilizzare strumenti: ho già parlato, intanto, il non pagamento delle rate».