Ecco cosa serve: liquidità immediata per l’economia reale e chiudere la Borsa di Milano

Congelare bollette e imposte serve a poco. Bisogna agire subito prima che le imprese comincino a licenziare

Contro l’emergenza da coronavirus una sola immediata reazione serve oggi, oltre quella sanitaria: fare cassa! Sono inutili gli investimenti pubblici per compensare la caduta della domanda privata, come sono inutili i piani decennali. Ma figuriamoci se la ministra alle nfrastrutture Paola De Micheli (Pd) non coglieva l’occasione drammatica per annunciare la nomina di 12 commissari straordinari per sbloccare 25 grandi opere. Vogliono fantastiliardi per investimenti verdi (sic!). Hanno ccapito o no che non bisogna far morire le imprese oggi? Siamo sull’orlo del tracollo: incentivi, congelamento di bollette, rinvio delle imposte servono a poco. Bisogna intervenire massicciamente prima che le imprese comincino a licenziare.

Serve uno shock fiscale: un solo punto di Pil in meno comporta per lo Stato in media perdite dello 0,8% di entrate tributarie. Considerando i dati del governo (NADEF di ottobre) che quantificava entrate per 532 miliardi (aumento della ricchezza prodotta: 0,6%) con le prospettive attuali verrebbero a mancare 32 miliardi di entrate. Queste, connesse al deficit di 32,5 miliardi più 12 concesse dalla Ue, ci farebbero arrivare a 75 miliardi di scompenso.

Bisgna avere il coraggio di rompere gli schemi e distribuire direttamente liquidità a fondo perduto all’economia reale. Si eviterebbero così le intermediazioni delle lobby, che sono già pronte per prendersi la parte maggiore, spezzando un circuito corporativo che è la nostra rovina. La Borsa di Milano, il mercato dove le maggiori aziende vendono i propri titoli, ha perso 14 mesi di guadagni, a causa della speculazione. La Borsa di Wall Street è stata chiusa tre giorni fa, per eccesso di perdite quella di Milano resta aperta. Perché? Bisognerebbe chiederlo al professor Paolo Savona, presidente della Consob. Forse bisogna lasciar comprare le imprese italiane a prezzi di saldo? Dove sono gli europeisti che dicevano che non saremmo andati da nessuna parte senza l’Europa?

Dopo le dichiarazioni della presidente Bce Lagarde che ha dato in pasto l’Italia agli speculatori sullo spread e senza una banca centrale italiana autonoma, dove vogliamo andare, invece? O con un presidente di Bankitalia, Visco, che oggi ha azzardato l’articolazione di qualche sono, ma solo dopo che il Presidente della Repubblica ha almeno protestato, salvando un poco la dignità di uno Stato al cui governo c’è un ministro delle finanze, tal Gualtieri (in foto), che ha fatto vergognosamente buon viso a cattivo gioco? Dove andiamo? Ditemelo voi.

(Ph. Imagoeconomica)