Coronavirus: Sarajevo per l’Italia

Il politico veneziano Bettin ha postato su Facebook la suggestiva foto della biblioteca

Il post di Gianfranco Bettin, politico veneziano, sulla foto della biblioteca di Sarajevo illuminata con il tricolore.

«Emozionante vedere la grande biblioteca moresca di Sarajevo illuminata con il tricolore dell’Italia, a testimoniare la vicinanza della capitale bosniaca a tutti noi, investiti dal coronavirus, prima linea della pandemia.

La biblioteca, distrutta ferocemente durante l’assedio ad opera delle milizie serbo-bosniache di Karadzic e delle truppe di Milosevic (1992-1995), è stata ricostruita proprio con il sostegno italiano, e anche Venezia ha fatto la sua parte. Nel pieno della guerra e dell’assedio, infatti, Venezia è stata la città italiana ed europea più vicina a Sarajevo, vi si è gemellata, ha contribuito alla sua resistenza e poi alla ricostruzione post-bellica, con aiuti concreti, opere, servizi (tra cui un preziosissimo consultorio), ospitalità per i rifugiati.

Ci sono stato diverse volte, durante l’assedio: in una, durante l’ultimo Natale di guerra, alla fine del 1994, con Massimo Cacciari, allora sindaco. In questa foto del grande Graziano ARICI, siamo tra le rovine della biblioteca, appena distrutta, in un momento in cui Sarajevo era preda di gelo, odio e fuoco. Nella foto, in basso a destra, un graffito recita: “Welcome to the Hell”. Ma ha resistito, ce l’ha fatta.
Oggi ci manifesta la sua amicizia, la sua vicinanza proprio da lì, dalla risplendente biblioteca – da allora, da quegli anni, come tutta Sarajevo, un luogo rimasto dentro di noi, dove una parte di noi resterà per sempre ».

Tags: